
L’Iran considera le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti e del primo ministro israeliano sulle proteste in corso una “minaccia” e “non tollererà che continuino senza una risposta”. Lo ha dichiarato il capo dell’esercito iraniano. “L’Iran islamico considera l’escalation della retorica nemica contro la nazione iraniana una minaccia e non tollererà che continui senza una risposta”, ha affermato il generale Amir Hatami, citato dall’agenzia di stampa Fars. Donald Trump ha minacciato nei giorni scorsi di intervenire militarmente in Iran se i manifestanti venissero uccisi, mentre Benjamin Netanyahu ha espresso il suo sostegno a loro.
“Le attuali proteste in Iran non sono affari degli Stati Uniti” né di Israele, ha dichiarato il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami. “Qualsiasi errore da parte dei nemici incontrerebbe una risposta decisa”, ha avvertito. “L’Iran considera l’intensificarsi della retorica ostile una minaccia e non lascerà che la sua continuazione non venga accolta. Se il nemico commettesse un errore di calcolo, si troverebbe di fronte a una risposta molto più decisa e l’Iran taglierebbe la mano a qualsiasi aggressore”, ha sottolineato, secondo Tasnim.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato le forze di sicurezza a non intraprendere “alcuna azione” contro i manifestanti, distinguendoli chiaramente dai “rivoltosi”. Lo riporta Mehr. “Pezeshkian ha ordinato che non vengano prese misure di sicurezza contro i manifestanti e coloro che partecipano alle manifestazioni”, ha dichiarato il vicepresidente esecutivo Mohammad Jafar Ghaempanah dopo la riunione di gabinetto. “Coloro che portano armi da fuoco, coltelli e machete e attaccano stazioni di polizia e siti militari sono rivoltosi, e bisogna fare una distinzione tra manifestanti e rivoltosi”, ha aggiunto.
Secondo Ghaempanah, il governo iraniano riconosce i diritti di coloro che protestano contro l’aumento dei prezzi e i problemi economici distinguendoli dai rivoltosi. E in merito agli arrestati durante le proteste ha affermato: “Le forze di sicurezza tratteranno con misericordia coloro che non appartengono alla categoria dei rivoltosi”.
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