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Code Vein II – Anteprima Hands On

5/01/2026 | The Games Machine

L’action RPG con forti influenze “Souls” torna per portarci in un affascinante viaggio, in bilico sul filo dell’apocalisse.

Sviluppatore / Publisher: Bandai Namco Studios Shift / Bandai Namco Entertainment Prezzo: € 69,99 Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 16 Piattaforme: PC (Steam), PlayStation 5, Xbox Series X|S Data di uscita: 30 gennaio 2026

L’originale Code Vein fu, all’epoca, una bella sorpresa. Una riproposizione “anime”, nell’estetica quanto nei temi, di Dark Souls, con una forte personalità sia a livello di world building (un intrigante twist dark fantasy sul tema post-apocalittico) quanto, soprattutto, sotto il profilo del combat system, con un intricato quanto versatile e ricco sistema di build che permetteva al giocatore di personalizzare nei minimi dettagli il proprio approccio agli scontri.

Questo secondo capitolo, che ho avuto modo di provare per circa 2 ore e mezza, promette sicuramente di migliorare ogni aspetto del primo capitolo e di ampliarne a dovere la formula, per spiccare ancora di più nel panorama dei soulslike, proponendo un’alternativa dallo spirito fortemente nipponico.

VIAGGIARE NEL TEMPO PER SALVARE IL MONDO

Code Vein II si apre con l’incontro tra il nostro alter ego (plasmato attraverso un ricchissimo editor) e Lou, una rediviva che ci ha appena donato metà del proprio cuore per permetterci di risorgere, in un’intro suggestiva e carica di interrogativi.

Code Vein II costruisce sulle basi del primo capitolo un combat system che mescola elementi soulslike con altri puramente hack ‘n slash

L’isola di MagMell, la prima location che avremo modo di esplorare, mostra un mondo dove coesistono tecnologia futuristica, rovine del passato (il nostro presente), una natura incolta, che ha riconquistato gli spazi lasciati vacanti dalla quasi estinzione degli esseri umani, durante la Rovina, e inquietanti strutture organiche che spuntano dal terreno e decorano in modo macabro il cielo, sintomi di un’infezione che sta lentamente uccidendo il mondo. Sarà l’enigmatica Lavinia Voda a spiegarci quale sarà il nostro compito: viaggiare nel passato per salvare il futuro, aiutando i redivivi di altre epoche a compiere le loro missioni per alterare positivamente il presente.

La tattica dei Souls unita alla spettacolarità degli hack ‘n slash: questo vuole essere il combat system di Code Vein II.

Ça va sans dire il principale metodo per raggiungere i nostri obiettivi sarà attraverso il combattimento, la battaglia, l’adrenalina. Code Vein II costruisce sulle basi del primo capitolo un combat system che mescola elementi soulslike con scontri fisici, tattici, dove è necessario riflettere, intuire i pericoli e agire di conseguenza, e altri più puramente hack ‘n slash, che rendono il tutto più dinamico e spettacolare. Il fulcro distintivo del combattimento è però il talento vampiresco del protagonista, in grado di succhiare sangue dai nemici, creando un ciclo di indebolimento-assorbimento-utilizzo delle mosse speciali che va capito e padroneggiato in fretta per ottenere risultati sempre migliori sul campo di battaglia. Inizialmente potrebbe essere un po’ complesso entrare nell’ingranaggio pensato dagli sviluppatori ma, dopo qualche scontro, si comincia a capirne il ritmo e a ragionare di conseguenza, traendone belle soddisfazioni.

Inizialmente potrebbe essere un po’ complesso entrare nell’ingranaggio pensato dagli sviluppatori

A tutto questo si va ad aggiungere la gestione dei vari personaggi che si alterneranno al nostro fianco nel corso dell’avventura. Ogni alleato può darci una mano sia sul campo di battaglia, spalleggiandoci, sia essere “assimilato” per ricevere un consistente boost alle statistiche, creando un’ulteriore stratificazione tattica, nonché la preziosissima abilità di resuscitarci una volta finiti KO (sempre con meno energia però). Tutti questi elementi andranno poi utilizzati al meglio delle proprie capacità nelle immancabili e brutali boss fight. Nelle due in cui ho potuto affondare le lame ho trovato un livello di sfida estremamente elevato, complicato da alcune difficoltà di lettura dei pattern d’attacco nemici, che mi hanno creato più di qualche grattacapo. Un problema che va ad attenuarsi naturalmente tentativo dopo tentativo, ma ho comunque trovato queste sezioni un po’ più “sporche” rispetto al resto.

Avere sempre un alleato al proprio fianco è confortante in più di un momento.

L’impressione che ho avuto è che bisogna avere una certa pazienza per entrare in sintonia con alcuni meccanismi, sicuramente distintivi, concedendosi il tempo di capire anche quali delle molte armi disponibili (con un approccio che ricorda Monster Hunter) sono le più adatte al nostro stile, prediligendo potenza, agilità o armi da fuoco, mentre intorno il mondo di gioco non sarà certo accomodante nei nostri confronti, chiedendo tanto impegno fin da subito. È ovvio che una prova di qualche ora, per titoli del genere, non può bastare per costruire quel feeling giocatore-avatar fondamentale per goderselo al massimo, ma gli elementi che possono rendere Code Vein II un’esperienza speciale, quelli sì, sono ben visibili da subito.

UNA SUGGESTIVA APOCALISSE

Grande importanza ce l’ha anche il design delle varie aree. Già dalle prime battute si rivela intricato, pieno di scorciatoie e collegamenti ma soprattutto segreti che incentivano l’esplorazione accettando, di conseguenza, il rischio di incontrare nemici potenti e letali dietro un angolo buio. Questa costante tensione, bilanciata dalla possibilità di trovare un prezioso oggetto, è l’ingrediente base dell’aspetto avventuroso del titolo, che prevederà anche la presenza di missioni secondarie. È altresì affascinante e piuttosto piacevole il semplice fatto di ritrovarsi in questo mondo, al limite del collasso eppure suggestivo, capace di proporre una fotografia di sicuro impatto e un immaginario con elementi puramente fantastici mescolati con altri sci-fi, riproponendo temi gotici rivisitati in chiave moderna. Da centri commerciali sommersi a resti di arterie autostradali distrutte, fino a misteriosi luoghi di culto.

Le ambientazioni variano dai classici scenari post-apocalittici ad altre location più fantasy.

una fotografia di sicuro impatto e un immaginario con elementi puramente fantastici mescolati con altri sci-fi, riproponendo temi gotici rivisitati in chiave moderna

Sono presenti anche certe influenze tipiche dei JRPG, sia nella gestione del personaggio, stratificata, complessa, ricca di numeri di cui tenere conto, quanto nell’atmosfera generale, con i dungeon e l’overworld inframezzati da avamposti, villaggi e cittadine pacifiche, piene di NCP con cui chiacchierare e in cui tirare un attimo il fiato. Momenti in cui si può anche osservare il mondo con più calma, godendo di una direzione artistica che compensa con buone idee una tecnica di medio livello, per quanto riguarda la mole poligonale e la qualità delle animazioni, sicuramente non in competizione con titoli dal budget più consistente, ma mantenendo comunque un’ottima fluidità, fondamentale per il genere.

Senza nascondere valori produttivi un gradino sotto il “tripla A”, Code Vein II mette in mostra un’anima e una visione dell’action RPG tutta sua, con un’identità tanto a livello ludico quanto estetico e narrativo. L’uscita è prevista per fine mese, il prossimo 30 gennaio, momento in cui potremo capire davvero dove vorrà andare la serie Bandai Namco, se resterà nella sua nicchia o sarà capace di espandere il suo pubblico. La battaglia per il futuro è solo all’inizio.

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