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Le 5 cattive abitudini da non portare con sé nel 2026 (addio!)

2/01/2026 | iO Donna

Da che mondo è mondo, gennaio è il mese delle promesse fatte a se stessi e delle liste dei buoni propositi. Ma se il vero cambiamento non venisse dall’aggiungere qualcosa in più, bensì dal lasciare andare ciò che non ti serve più e che, anzi, ti fa solo male? Molte delle abitudini che trasciniamo da un anno all’altro sembrano innocue, quasi automatiche, eppure minano energia, lucidità e benessere profondo. Approfitta dell’energia del nuovo anno appena iniziato: è il momento giusto per alleggerirti. Qui trovi cinque cattive abitudini da lasciare al 2025 in un addio senza rimpianti. Parola agli esperti.

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1. Vivere costantemente con la fretta addosso

Fare tutto in velocità è diventato normale, quasi un vanto. Ma la fretta cronica ha un costo altissimo, soprattutto sul piano mentale. «La corsa continua verso il risultato immediato crea uno stato di tensione costante che il cervello interpreta come stress», spiega la psicologa Elena Benvenuti. «Quando non ci concediamo il tempo necessario per fare le cose con consapevolezza e la minima calma, perdiamo la capacità di ascoltarci e di dare valore a ciò che stiamo costruendo. Rallentare non significa essere meno efficiente: significa tornare a uno stato di presenza. Un regalo da farsi nel 2026».

2. Confrontarsi costantemente agli altri

Scorrere foto e video sui social e paragonarsi agli altri, sempre più belli, in forma, ricchi, di successo rispetto a noi. Questo gesto automatico, alla lunga, mina l’autostima. «Il confronto costante, soprattutto sui social, distorce la percezione della realtà e genera un senso di inadeguatezza», osserva la psicologa Benvenuti. «Ci si paragona a immagini parziali e idealizzate, dimenticando il proprio percorso e il proprio valore. Lasciare al 2025 l’abitudine di guardarti attraverso il metro degli altri significa recuperare fiducia, chiarezza, autenticità e direzione».

3. Mangiare velocemente e tra distrazioni continue

Pasti consumati davanti al computer o scrollando il cellulare, bocconi inghiottiti senza attenzione, a tutta velocità, magari in piedi: un’abitudine diffusissima, ma che fa più danni di quel che si tende a credere. «Mangiare senza presenza interferisce con la digestione e con i segnali naturali di fame e sazietà», spiega l’esperta di alimentazione naturale Emanuela Mattiuzzi. «Il cibo non è solo carburante: è un momento di connessione con il corpo. Rallentare i tempi dei pasti migliora il rapporto con il cibo, a vantaggio di forma fisica e calma interiore».

4. Pensare che l’allenamento serva solo a bruciare calorie

Molte di noi si avvicinano alla palestra o alla corsa con un unico obiettivo: bruciare più calorie possibile. E così l’allenamento fa rima con fatica, senso di colpa e del dovere, allontanandosi pericolosamente dal concetto di piacere. «Ridurre il movimento al solo consumo calorico snatura la sua funzione più importante», spiega il trainer sportivo Simone Zecca, owner di Crossfit Cenisio e Certosa a Milano. «L’allenamento dovrebbe essere un momento di scarico, di liberazione dallo stress e di ascolto del corpo. Anche pochi minuti di esercizio, se vissuti come pausa attiva, aiutano a ricaricare mente e muscoli. Nel 2026, lascia andare l’associazione workout-calorie: vivi lo sport come un gesto di cura e amore per te stessa».

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5. Trascurare il riposo (e sentirsi in colpa quando ci si ferma)

Dormire poco, non fermarsi mai, considerare il riposo una perdita di tempo, un vizio da pigri: ecco a te una delle abitudini più dannose e sottovalutate. «Il recupero è parte integrante della salute fisica e mentale», sottolinea il trainer Zecca. «Senza pause adeguate, aumentano infiammazione, stanchezza cronica e rischio di infortuni. Nel 2026, allora, rivedi il concetto di pausa come fallimento. La realtà è diametralmente opposta: riposare è un atto di intelligenza, non di pigrizia. E ti rende più forte, centrata, ottimista, con vantaggi a cascata». Buon anno nuovo a tutto benessere!

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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