I brufoli, nonostante la mia età, non mi danno tregua. Paradossalmente ne avevo meno da giovane che adesso che sono in menopausa. Purtroppo da qualche giorno sono comparsi anche sulla testa. E avverto dolore e prurito. Vista la presenza dei capelli non credo di poter utilizzare la terapia che mi era stata prescritta per il viso. Cosa posso fare?
Clorinda
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Risponde la professoressa Pucci Romano
Pucci Romano è medico specialista in Dermatologia e Venereologia e insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Membro di associazioni dermatologiche nazionali e internazionali, collabora con riviste e testate nazionali. È presidente di Skineco, associazione scientifica di ecodermatologia, e de Il Corpo Ritrovato, per l’accudimento dermocosmetologico nel paziente oncologico. È autrice di “Buddista per caso” (Bompiani), “A tavola non si invecchia” (Giunti), “Un’amica per la pelle” (Giunti), “Beauty food: la dieta della bellezza” (Sperling&Kupfer), “Questioni di pelle” (Sperling&Kupfer). Di recente ha pubblicato anche il suo primo romanzo, “La Soluzione”. Attraverso i suoi profili social diffonde ogni giorno la conoscenza in materia di eco-dermocosmesi e oltre.

Brufoli in testa: perché compaiono
I brufoli possono comparire in numerosi distretti corporei, tra cui anche sulla testa. Dal punto di vista medico, però, quando riguardano il cuoio capelluto, si parla più correttamente di follicolite, ovvero un’infiammazione del follicolo pilosebaceo. È una condizione molto più frequente di quanto si creda e interessa soprattutto chi ha pelle e capelli grassi. Questo perché le ghiandole sebacee risultano particolarmente attive e facilmente soggette a infiammazione. Nel bulbo del capello convivono infatti la ghiandola sudoripara e la ghiandola sebacea, una sorta di “condominio” che, quando funziona in modo eccessivo, può favorire la comparsa di lesioni infiammatorie. In alcune aree del corpo le ghiandole sono piccole e poco funzionali, mentre sul cuoio capelluto possono essere molto attive, soprattutto sul vertice della testa, dove la loro concentrazione è maggiore. Non va dimenticato che il cuoio capelluto è spesso anche sede di dermatite seborroica, condizione che può coesistere con l’acne e contribuire all’infiammazione del follicolo pilifero.
Follicolite: forma lieve o grave?
La follicolite può presentarsi in forme lievi o più gravi. Nella maggior parte dei casi il problema riguarda il cuoio capelluto, ma in situazioni particolarmente intense può risentirne anche il capello, che rimane intrappolato dall’infezione, anche se si tratta di evenienze rare. Anche una sudorazione eccessiva può favorire l’insorgenza di queste infiammazioni. L’età è un altro fattore importante. Nei bambini il problema non si presenta perché le ghiandole sebacee non sono ancora funzionanti, mentre dalla pubertà in poi la follicolite del cuoio capelluto può comparire e persistere anche in età adulta e avanzata. Nelle donne, ad esempio, quando con la menopausa prevalgono gli androgeni, aumenta il rischio di infiammazione della ghiandola sebacea.
Brufoli in testa: la giusta terapia
La zona comanda nella terapia: se sul viso si possono usare pomate, sul cuoio capelluto il trattamento è più complesso perché le formulazioni devono essere adatte a una zona ricoperta di capelli. Le creme risultano poco indicate perché ungerebbero inutilmente. La scelta del prodotto è fondamentale. In presenza di follicolite estesa, le lesioni possono essere percepite al tatto come noduli dolorosi, accompagnati da bruciore e fastidio. Il trattamento locale si basa sull’uso di shampoo disinfettanti contenenti sostanze batteriostatiche. Spesso sono utili anche prodotti impiegati per la dermatite seborroica, a base di acido salicilico e antimicotici. Quando l’infiammazione è particolarmente importante, può rendersi necessario ricorrere all’antibiotico per via orale. Tra le terapie locali, una soluzione frequentemente utilizzata è l’eritromicina in lozione alcolica, che ha il vantaggio di assorbirsi rapidamente senza lasciare residui grassi.
Occhio ad alcuni prodotti
Un ruolo chiave lo gioca anche la prevenzione. L’abuso di balsamo può favorire la follicolite perché questi prodotti sono ricchi di grassi, spesso poco dermocompatibili e non graditi alla pelle. Se applicati sul cuoio capelluto, possono stimolare ulteriormente la ghiandola sebacea. Anche gli oli utilizzati per proteggere i capelli dovrebbero essere applicati esclusivamente sul fusto e mai direttamente sulla cute. L’applicazione ripetuta può peggiorare la situazione. Da evitare anche prodotti di styling occlusivi, shampoo troppo aggressivi e scrub purificanti del cuoio capelluto, che possono irritare ulteriormente la pelle e mantenere lo stato infiammatorio. Il cuoio capelluto è anche una sede tipica di cisti sebacee, che possono essere confuse con i brufoli, ma che richiedono una valutazione diversa. Insomma è importante consultare uno specialista per riconoscere il problema e trattarlo con prodotti adeguati, evitando abitudini cosmetiche scorrette.
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