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Cosa succede quando prometti milioni alla santa mentre dormi? Vincenzo Salemme lo spiega in “Ogni promessa è debito”: teatro in tv

5/01/2026 | Amica

Cosa succede quando fai una promessa alla santa protettrice mentre stai annegando, ma eri in preda a un attacco di sonnambulismo? È il dilemma che si trova ad affrontare Benedetto Croce (no, non il filosofo) in Ogni promessa è debito.

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Ovvero l’ultima commedia di Vincenzo Salemme che arriva stasera in tv alle 21.30 su Rai 1 e in contemporanea in streaming su RaiPlay. La particolarità? Lo spettacolo teatrale è trasmesso in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli. Niente tagli, niente ripuliture, tutto il bello (e le imperfezioni) del teatro dal vivo che irrompe nelle case degli italiani.

«Porto il teatro in tv esattamente come lo propongo nelle sale», spiega Salemme. Che di questo progetto è autore, regista e interprete. «È questa scelta a rendere l’operazione interessante sia per noi attori sia per il pubblico a casa, che ha la sensazione di assistere a uno spettacolo indubbiamente più vivo di un’opera registrata e ripulita. Alla fine, sono proprio le imperfezioni a rendere unica la rappresentazione». Un progetto di Rai Cultura che celebra i cinquant’anni di carriera di un artista che ha fatto del capocomicato alla vecchia maniera la sua cifra stilistica. Seguendo le orme di Eduardo De Filippo con cui mosse i primi passi nel 1977.

vincenzo salemme

Cosa succede quando prometti milioni alla santa mentre dormi? Lo racconta Salemme in Ogni promessa è debito, stasera in diretta su Rai 1 alle 21.30 (foto Ansa)

La trama di Ogni promessa è debito

Benedetto Croce è proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli, «un tipico maschio italiano, che non ha perso le fragilità dell’adolescenza». A bordo di una barca con i figli e il suo cameriere di sala, finisce sugli scogli. Disperso in mare, privo di sensi per un colpo in testa, riesce comunque a rivolgersi a Sant’Anna e a lanciare un messaggio alla radio di bordo: «Vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!». Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.

Il problema? Lo ha fatto durante un attacco di sonnambulismo. Una volta tornato a terra sano e salvo, tutti gli chiedono conto di quel voto. Ma lui non ricorda proprio niente. «In stato cosciente non avrebbe mai fatto la scelta di regalare tanti soldi che, peraltro, non ha», racconta Salemme. E così parte la crisi di coscienza: un voto religioso fatto in stato di dormiveglia vale oppure no?

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Antonio Guerriero e Vincenzo Salemme in una scena di Ogni promessa è debito (foto Federico Riva / ufficio stampa)

Tutti vogliono i soldi del voto di Benedetto Croce

Nessuno crede al suo sonnambulismo e tutti vantano diritti su quei soldi. Dai figli al sindaco, dal parroco della chiesa di Sant’Anna ai soccorritori, dal fratello Gaetano alla banca. «È una decisione che dovrà prendere insieme al pubblico», spiega il drammaturgo. La domanda vera è: perché, seppure da sonnambulo, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’inconscio? Come farà Benedetto a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale, ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni? La commedia è ambientata d’estate in una pizzeria all’aperto, dove Benedetto torna dal naufragio accolto da telecamere e pubblico.

L’esperienza notturna di Vincenzo Salemme diventa teatro

La storia nasce dall’esperienza personale di Salemme. «Ho sofferto di sonnambulismo fino ai 30 anni. Da piccolo, di notte sperimentavo letteralmente una seconda vita». Un’autobiografia che diventa pretesto per ragionare «sul senso delle promesse in un mondo nel quale tutti tendono a dire tutto», ma anche sull’etica popolare, la responsabilità e la fede.

«Quando scrivo, difficilmente mi propongo di raccontare aspetti sociali che, piuttosto, scaturiscono dal comportamento del protagonista», precisa l’autore. «In questo caso, Benedetto Croce è sensibile al giudizio della società in cui vive. Lui vorrebbe un’esistenza tranquilla, ma è la vita che lo assale mettendolo in crisi». Memore della massima di Molière secondo cui la commedia serve a correggere gli uomini divertendoli, Salemme costruisce una trama che mette in scena «lo smarrimento, le tentazioni delle persone normali, l’onestà che vacilla».

«Mi piace raccontare gli intrecci di complicità che rendono i danni irreparabili. O l’ignoranza istruita», confessa Salemme. «Mettiamo in fila soggetto predicato e complemento, e ci sentiamo uguali a Foscolo. Facciamo gli spaghetti al pomodoro, e ci sentiamo Gualtiero Marchesi. Questa confusione, ecco. L’idea che tutti possano fare tutto». Un tema che risuona particolarmente in un’epoca dove tutti sembrano avere un’opinione su tutto, dove i confini tra competenza e presunzione si fanno sempre più sfumati.

Ogni promessa è debito foto ufficio stampa Salemme

Rosa Miranda, Vincenzo Salemme, Antonio Guerirero, Oscarino di Maio e Fernanda Pinto (foto Federico Riva / ufficio stampa)

La sorpresa: uno spettacolo teatrale in diretta tv

Per Salemme non ci sono alternative: il teatro in televisione si può fare solo in diretta. «È più rischioso, ma rispetta la natura del rapporto con chi guarda. I teatri sono repubbliche democratiche. Chi paga un biglietto esce di casa accettando che tu sia Re Lear. Se invece sono io a entrare dentro le case, devo muovermi con garbo, spiegare bene chi sono. Devo convincere ad accettare una storia che è finta ma non è falsa, non è reale ma è vera».

Un’operazione che segue le orme di Eduardo De Filippo, che per primo intuì il potere della televisione per diffondere il verbo del proprio teatro. Dopo Di mamma ce n’è una sola, Sogni e bisogni, Una festa esagerata e Napoletano? E famme ‘na pizza!, questa è la quinta volta che Salemme porta una sua commedia sui canali Rai.

«Faccio il capocomico alla vecchia maniera perché ho iniziato a fare teatro 50 anni fa e allora si faceva così», spiega. «Quando nel 1990 ho messo in piedi la mia compagnia e ho deciso di mettere in scena opere scritte da me, l’ho fatto seguendo l’esempio di Eduardo De Filippo, con il quale ho avuto il privilegio di muovere i primi passi da attore nel 1977. Così dal 1990 produco, dirigo e interpreto tutte le commedie che scrivo».

Una figura rara nel panorama contemporaneo, quella dell’autore-attore-regista tutto in uno. «L’autore viene prima, ma l’attore in scena ha una funzione sociale. Le cose esistono, gli altri personaggi esistono solo se l’attore li guarda e li ascolta. Il vero attore ha sotto controllo tutto».

Ogni promessa è debito foto ufficio stampa Salemme

Nicola Acunzo e Vincenzo Salemme in Ogni promessa è debito (foto Federico Riva / ufficio stampa)

Bacoli, Napoli e il mondo

Sul suo rapporto con Napoli e la sua tradizione teatrale, Salemme ha le idee chiare. «Sono di Bacoli. Dunque, direbbe Totò, sono parte-nopeo parte di provincia». Una provincia che negli anni Sessanta significava distanza, ma che ha formato il suo sguardo. «La cultura dalla quale provengo è contadina e marinara… Ecco, diciamo che ho studiato il teatro napoletano esattamente come se lo stesso avessi dovuto fare con quello inglese. Il paragone non è casuale, perché Napoli e l’Inghilterra, secondo me, sono le due maggiori scuole teatrali degli ultimi secoli».

Il cast di Ogni promessa è debito

Sul palco dell’Auditorium Scarlatti del centro di produzione Rai di Napoli, accanto a Salemme ci sarà l’affiatata compagnia che lo segue da tempo. Composta da Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Oscarino Di Maio, Pina Giarmanà, Gennaro Guazzo, Antonio Guerriero, Geremia Longobardo, Rosa Miranda, Agostino Pannone e Fernanda Pinto.

«Sono convinto che nel successo di uno spettacolo loro abbiano una importanza cruciale. Da un po’ di anni amo lavorare con gli stessi attori. E la scelta paga, perché gli spettatori restano colpiti dal nostro affiatamento». La regia televisiva è firmata da Barbara Napolitano, mentre Salemme cura anche la regia scenica dell’allestimento. La produzione, dopo il debutto televisivo, tornerà al Teatro Diana di Napoli dall’11 al 29 marzo.

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