Tutte le notizie dall’Italia e dal mondo in un click. Sfoglia le ultime news e crea la tua rassegna stampa personale

Italia Life 24

Tutte le notizie dall’Italia e dal mondo in un click. Sfoglia le ultime news e crea la tua rassegna stampa personale

Gli ardori di Otello a Catania in una produzione di tradizione

27/11/2025 | Rivista Musica

VERDI Otello G. Kunde, F. Vassallo, P. Antognetti, I. Tanushi, L. Dall’Amico, F. Brancaccio, L. Leoni, L. Kos, A. Malavasi; Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini, direttore Fabrizio Maria Carminati Coro di voci bianche InCanto diretto da Alessandra Lussi regia ripresa da Zaza Agladze da una produzione originale dell’Opéra de Monte-Carlo per un allestimento dell’Opera Nazionale di Tiblisi, scene Bruno de Lavenère costumi Ester Martin Garrido coreografie Lino Privitera video Ètienne Guiol e Arnaud Pottier

Catania, Teatro Massimo Bellini, 23 novembre 2025

La Stagione di Opere e Balletti 2024-’25 del Bellini di Catania è proseguita nel novembre scorso con l’Otello di Verdi, i cui quattro atti sono stati accorpati in  due parti, con un unico intervallo in mezzo. Sul podio, a condurre con gesto sicuro gli eccellenti complessi stabili del Teatro Massimo Bellini stava l’attuale direttore artistico dell’Ente catanese, Fabrizio Maria Carminati. Nel ruolo del titolo Gregory Kunde, ovvero un mostro sacro del teatro lirico internazionale, che tra i meriti acquisiti nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera annovera quello di aver interpretato il ruolo del Moro veneziano con due vocalità diverse: quella da baritenore nell’Otello di Rossini (1816); e quella del cosiddetto tenore stentoreo nell’Otello verdiano (1887). Il celebre cantante statunitense ha ormai superato i settanta anni e dunque, per ovvie ragioni fisiologiche, deve dosare con misura le sue pur sempre ammirevoli doti vocali, che sono emerse al meglio nella seconda parte del dramma verdiano. Il suo «Esultate!», grido perentorio con cui Verdi fa irrompere sulla scena il Generale dell’armata veneziana, annunciando la sua vittoria sui Turchi, non ha invece suscitato particolare emozione, anche perchè esclamato da una sorta di ponte-terrazza posto al centro di una scenografia (Bruno de Lavenère) che più convenzionale non si può immaginare. Nella produzione originale dell’Opéra de Monte-Carlo – ripresa a Catania in un allestimento dell’Opera Nazionale di Tiblisi, curato dal regista georgiano Zaza Agladze – si si è inteso rendere ancor più pregnante la tempestosa atmosfera sonora che subito investe il pubblico a sipario aperto, con la proiezione di immagini in video create da Ètienne Guiol e Arnaud Pottier. Oggidì non usa più colorare il viso del protagonista, ma un Otello con una fluente capigliatura da barbaro eroe nordico non lo avevamo mai incontrato, prima di vedere apparire Kunde così conciato sulla scena del Bellini. La problematicità del personaggio – impavido uomo d’armi, ma fragile e irresoluto nel gestire i propri sentimenti – si riflette nella difficoltà di Verdi nel gestirne gli umori, divisi con pari forza tra Bene e Male, tra amore e odio; e si sa che nello svolgersi del dramma l’attenzione del pubblico si sposta via via dalla ambigua figura di Otello verso il perfido Jago, che tesse con irridente freddezza la sua implacabile trama di morte; e dunque tutti i melomani attendono che nel celebre monologo del secondo atto («Credo in un Dio crudel»), qui interpretato con toni convincenti da un artista esperto qual è Franco Vassallo, egli confessi al cospetto del mondo la sua vocazione alla malvagità; con la quale saprà poi  indurre Otello a condividere uno scellerato patto di vendetta. Nel ruolo di Desdemona, la sfortunata sposa del Moro, si è distinta Lana Kos, che la costumista catalana Ester Martin Garrido ha vestito di bianco, a simboleggiare l’innocenza e la bontà d’animo di una donna tradita da un destino assurdo. Il soprano croato ha interpretato con voce limpida ed eleganza scenica il duetto d’amore con Otello («Già nella notte densa») con cui Verdi chiude, tristaneggiando, il primo atto; e magari ci si poteva attendere dalla Kos una maggiore intensità drammatica nel rendere gli ingenui quanto inopportuni tentativi di Desdemona per far rientrare Cassio, il luogotente che il Moro ha degradato, nelle grazie di un Otello sempre più dilaniato, invece, dai morsi della gelosia instillatagli da Jago proprio nei confronti dell’incolpevole Cassio. Nella disperata aria del terzo atto «Dio! Mi potevi scagliar tutti i mali», Kunde ha dato il meglio di sé. Il Quarto Atto non si svolge, come è indicato nel libretto di Boito, nella camera di Desdemona, bensì in un spazio aperto, dove lei si assopisce in preda a cupi presagi. Qui la Kos si è fatta ammirare nella celebre canzone del salce, nella Preghiera e nel tragico duetto finale con Otello. Questa produzione catanese del penultimo capolavoro verdiano, merita un sincero apprezzamento per la serietà e la professionalità con cui è stata realizzata; vi si sono ben inseriti anche i movimenti coreografici curati da Lino Privitera e gli interventi del Coro di voci bianche “InCanto” istruito da Alessandra Lussi.

Al termine dello spettacolo, il numeroso pubblico ha tributato calorosi consensi ai protagonisti e agli altri bravi cantanti: Paolo Antognetti-Cassio, Ivan Tanushi-Roderigo, Luca Dell’Amico-Lodovico, Francesco Brancaccio-Montano; una particolare citazione va al mezzosoprano Anna Malavasi, intensa interprete nel ruolo di Emilia. Molto applauditi il direttore Carminati e il maestro del Coro Luigi Petrozziello, insieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Massimo Bellini.

Dario Miozzi

The post Gli ardori di Otello a Catania in una produzione di tradizione first appeared on Rivista Musica.

Close Popup

Utilizziamo solo i nostri cookie e quelli di terze parti per migliorare la qualità della navigazione, per offrire contenuti personalizzati, per elaborare statistiche, per fornirti pubblicità in linea con le tue preferenze e agevolare la tua esperienza sui social network. Cliccando su accetta, consenti l'utilizzo di questi cookie.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.


AWSELBCORS
Registra quale server-cluster sta servendo il visitatore. Questo è usato nel contesto del bilanciamento del carico, al fine di ottimizzare l'esperienza dell'utente. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: Sessione
  • www.nativery.com

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings