
25 novembre 2025
Dal 1 al 23 novembre all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, alla Casa del Jazz e al Monk si è svolto il Roma Jazz Festival 2025, con artisti provenienti da tutto il mondo, dalle grandi star ai più appassionati innovatori del genere, con produzioni speciali e due appuntamenti che hanno immerso il jazz nella dimensione teatrale, confermandosi ancora una volta come uno dei più densi e vivaci appuntamenti sul piano internazionale, sempre attento alle nuove tendenze e sensibile alle grandi questioni che segnano il mondo in cui viviamo. Il fotografo Emanuele Vergari ci racconta il festival attraverso i suoi intensi scatti.
Il 4 novembre si è esibito il poliedrico bassista, polistrumentista e compositore americano Joe Sanders, celebre per la sua capacità di fondere con estrema disinvoltura jazz, samba, blues, R&B, groove afro-latino e musica classica. Noto sideman in progetti di alto profilo ma anche apprezzatissimo bandleader, Sanders è arrivato al festival con il suo ultimo progetto “Parallels”, che rappresenta il punto della sua maturità artistica, confermandolo come uno dei protagonisti del jazz contemporaneo.















Il 7 novembre Camilla George, sassofonista e compositrice nata in Nigeria e cresciuta nella capitale britannica, fra le più promettenti figure del jazz globale, ha mescolato identità africana e influenze british, jazz e afrobeat, hip-hop e world music, portando avanti una musica che parla di radici profonde, libertà e futuro.

















Il crossover stilistico ed espressivo è andato in scena giovedì 13 novembre con l’esplosivo live della pianista e compositrice Sade Mangiaracina, sul palco con il dj e producer Bonnot (Assalti Frontali) e con uno dei trombonisti italiani più apprezzati in ambito internazionale, Gianluca Petrella. Radici mediterranee e profonda sensibilità musicale segnano il talento luminoso di Sade Mangiaracina, che in questi anni ha collaborato con la Med Free Orkestra,Almar’à – orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo e Ornella Vanoni, oltre a molteplici progetti che vedono protagonista l’artista siciliana, fortemente impegnata anche sul piano civile (è l’ideatrice della maratona artistico-musicale A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia, che da tre anni si svolge in Sicilia con il coinvolgimento di moltissimi grandi nomi della musica italiana). La performance di questi tre straordinari artisti al Roma Jazz Festival ha incrociato jazz, pop, black music, elettronica, ritmi veloci di matrice jungle e drum’n’bass e atmosfere downtempo.












Il Roma Jazz Festival 2025 si è chiuso in grandissimo stile il 23 novembre con l’attesissimo concerto di Cecile McLorin Salvant, artista in grado di lasciare a bocca aperta anche il pubblico più sofisticato. Nata a Miami da madre francese e padre haitiano, formatasi sulla musica barocca, oltre a essere una cantante che sorprende per tecnica vocale e capacità affabulatorie, la McLorin è anche una compositrice e artista visiva. Nei suoi concerti, che sono dei veri show teatrali, crea incredibili connessioni fra vaudeville, blues, jazz, folk e musica barocca, raccontando – come fa nei suoi album – storie di diaspora, ambiente, appropriazione culturale e feticismo.














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L’articolo Il Roma Jazz Festival 2025 raccontato dagli scatti di Emanuele Vergari proviene da JAZZIT MAGAZINE – BIMESTRALE DI MUSICA JAZZ.

