
15 novembre 2025
Venerdì 21 novembre alla Casa Cava di Matera, nell’ambito di Gezziamoci, il Jazz Festival della Basilicata, il trombonista Andrea Andreoli presenterà il suo disco “My Family Things”, firmato dall’etichetta Abeat Records, che rappresenta una fotografia della sua vita, segnata da una serie di sfide e successi personali e musicali. Attraverso questo album Andrea esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere presente per la propria famiglia e l’impegno costante dei tour e delle esibizioni. La musica di “My Family Things” riflette questa dualità attraverso brani originali che sono dedicati o ispirati ai membri della sua famiglia o a coloro che gli sono più vicini.
L’album è intriso di emozioni autentiche e profonde, che trasmettono l’ansia, la gioia, l’amore e l’affetto che sono stati i pilastri della sua esperienza di vita negli ultimi anni. Il quartetto, composto da Andrea Andreoli al trombone e alle composizioni, Simone Locarni al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso e Matteo Rebulla alla batteria, offre una performance eccezionale che fonde armonie sofisticate con melodie coinvolgenti. Per Andreoli infatti la melodia è fondamentale nel suo processo compositivo e questo si riflette chiaramente nella musica del quartetto.
“My Family Things” è così un’esplorazione intima e appassionante della vita di un musicista e della sua relazione con la famiglia e con il mondo che lo circonda, che risuona nei cuori degli ascoltatori, offrendo loro un’esperienza musicale indimenticabile.
Onyx Jazz Club Matera, organizzatore del festival, Jazzit e l’impresa sociale Civitates hanno creato una nuova forma di storytelling per narrare il festival grazie alle video testimonianze dei suoi protagonisti, come quella di Andrea il quale racconta che suonare a Matera è come tornare a casa; egli considera il Gezziamoci infatti come una sua seconda famiglia, un festival speciale in quanto la musica nasce dal dialogo con i luoghi e con le persone e in cui ogni concerto diventa un incontro, un’esperienza condivisa che cambia il modo di suonare, di ascoltare e di essere parte di una comunità.

