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Intervista a Ben Bocquelet

30/11/2025 | Fucine Mute

The Amazing World of GumballLa serie animata Lo Straordinario Mondo di Gumball è uno di quei prodotti che riesce a intercettare e soddisfare pubblici diversi: godibile dai bambini che lo “leggeranno” a un primo livello, ha ottenuto anche il plauso degli adulti che hanno colto le citazioni sparse, i tocchi di satira di costume, la profondità di certi concetti espressi e tanta, tantissima cultura pop. E al di là di questo la serie può contare su una realizzazione vulcanica: storie originali a volte grottesche con non infrequenti derive metanarrative e uno stile di animazione che è una decina o una ventina di stili di animazione diversi.
La serie fece il suo esordio nel 2011 su Cartoon Network e giunse in Italia lo stesso anno. Dopo sei stagioni e alcuni episodici spin-off, Gumball torna in pista con una serie rinnovata. E così da The Amazing World of Gumball siamo passati a The Wonderfully Weird World of Gumball, a cui a Lucca era dedicato un padiglione per vedere gli episodi in anteprima.
Ben Bocquelet, il creatore della serie, ha incontrato la stampa a Lucca Comics & Games il 31 ottobre ed è stata un’ottima occasione per approfondire alcuni aspetti del metodo di lavoro del suo studio e della filosofia dietro la serie.

Luca Lorenzon (LL): Ho notato che questa nuova serie di Gumball avrà un altro titolo rispetto a quello classico: si tratta di un sequel o di un reboot?

Ben Bocquelet (BB): Sì, c’è stato un cambio nel titolo e nel logo, ma non perderei tempo a decidere se si tratta di un reboot o di un sequel, semplicemente è una strategia di marketing, una cosa che non seguo io! Sicuramente si tratterà della settima stagione della serie.
Ci sarà sicuramente un equilibrio tra il vecchio e il nuovo, nei sette anni dalla fine della prima serie ne sono successe di cose, ed essendo anche una satira ne teniamo conto [il sindaco di Elmore, la cittadina in cui si svolge la serie, è un miliardario col ciuffo… ndr].

LL: So che è una domanda banale, ma da dove viene l’ispirazione per Gumball e il suo universo, che tipo di formazione ha avuto?

BB: La struttura portante viene dai Simpsons, anche dal punto di vista della satira sulla società e la cultura degli Stati Uniti d’America. Come formazione posso citarti la mia frequentazione assidua dei negozi di videocassette: ho visto veramente film di tutti i tipi ed è inevitabile che molto di quanto ho visto ritorni poi nella serie.
Ma è un meccanismo che coinvolge tutti gli sceneggiatori della serie: quando ideiamo un episodio non prepariamo quasi niente a tavolino ma ci buttiamo dentro tutto quello che immaginiamo, a ruota libera!

LL: Una cosa che ho notato del cast dei personaggi è che sono tutti un misto di pregi e difetti, sono molto umani: è stata una scelta meditata?

BB: Più che altro per i miei protagonisti mi sono ispirato alla mia stessa famiglia! Proprio come Matt Groening coi Simpsons, in effetti; mia mamma si chiama Nicole come quella di Gumball, mia sorella Anaïs, il mio amico Paul qui presente è servito d’ispirazione per Darwin, il pesce con la gambe fratello adottivo di Gumball…

conferenza Bocquelet

LL: Confesso che pensavo che il finale della sesta stagione fosse un gioco metanarrativo, una cosa legata alle aspettative degli spettatori, come ne sono stati fatti parecchi nel corso della serie… [Lo Straordinario Mondo di Gumball non ha un vero finale ma termina con un cliffhanger, ndr]

BB: [ride] E invece no! In origine era in previsione di fare un film che concludesse la serie, o che almeno si ricollegasse a quell’ultimo episodio per dargli una conclusione ma poi non venne mai fatto. Si aprì quindi la possibilità di fare una nuova serie, solo che questa idea venne fuori proprio durante la guerra dei servizi di streaming, una guerra che per inciso non ha vinto nessuno, e quindi il progetto rimase congelato per un bel po’.

LL: C’è qualche regista famoso che vedresti bene a dirigere la serie?

BB: A dire la verità più che con qualche regista celebrato mi piace lavorare con animatori e illustratori che stimo. Come dicevo prima in Gumball mettiamo veramente di tutto: pensa che nella settima stagione ho anche collaborato con un graffiti artist! No, non sento l’esigenza di guest star, sono già pienamente soddisfatto così.

LL: Ecco, a proposito della libertà estrema dello show, c’è una varietà impressionante di personaggi dai design e anche dalla tipologia di animazione diversa visto che animazioni in 3D convivono con altre in 2D e addirittura con riprese dal vero! Da dove viene questa scelta e come è stata accolta dai produttori?

BB: Molto semplicemente, ho riciclato dei personaggi che avevo ideato nel mio lavoro precedente, in cui mi occupavo di pubblicità! Erano dei concept nati come testimonial di prodotti vari, per il marketing, che poi magari non sono stati nemmeno utilizzati. Ho pensato di farli “recitare” in uno show televisivo piuttosto che lasciarli perdere: dopotutto, avevo un cast di personaggi e comprimari già pronti!
Per quel che riguarda il resto della tua domanda, in effetti l’animazione mista richiede tempistiche di realizzazione molto più lunghe rispetto ai meccanismi classici. Diciamo che ci vuole circa un anno e mezzo per completare un episodio – ovviamente come si usa negli studi viene messa in cantiere una stagione intera e i singoli episodi vengono realizzati contemporaneamente.

Bocquelet disegna

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