Correva l’anno 2020 quando ci siamo resi conto che a certe macchine, il nostro tracciato di handling, stava un po’ stretto. Powertrain sempre più potenti, bodykit aerodinamici sempre più spinti; serviva qualcosa che rendesse giustizia alle supercar in continua crescita prestazionale.Ecco allora che nasce il VairanoPro, ossia il layout di pista che dedichiamo unicamente agli hot laps delle vetture più performanti. Di fatto, al nostro tradizionale handling abbiamo aggiunto, collegandolo al rettifilo di alta velocità e a uno dei due cappi di ritorno, circa un chilometro d’asfalto che include quel tanto che basta per dar sfogo alla cavalleria sul dritto e un paio di pieghe velocissime per comprendere più a fondo l’operato dell’aerodinamica, in termini di deportanza e bilanciamento.Da allora, abbiamo visto diverse supersportive alternarsi in vetta alla classifica. Ecco le dieci più veloci. 10. Lamborghini Huracán STO 1’23874In attesa di provare a fondo la Temerario, la Lambo più veloce è ancora lei, persino più della Revuelto (circa mezzo secondo). Il body kit di carbonio ispirato alle Super Trofeo da corsa aggiunge la deportanza necessaria per rendere la STO più efficace delle Huracán standard; rapida e precisa (di avantreno e sterzo), bilanciata (dà fiducia alle andature elevate) e con freni pazzeschi (Brembo CCM-R), paga soltanto una scelta di gomma che privilegia la durata al puro grip, scelta peraltro condivisibile. Sempre tonico, e dalla voce entusiasmante, il V10 aspirato da 640 CV. 9. Chevrolet Corvette Z06 1’23729La Corvette che ha cambiato religione (dopo sessant’anni passa dal motore anteriore a quello posteriore-centrale) non se la cava affatto male in pista. Proprio grazie al nuovo layout tecnico, ha un buon bilanciamento generale (le Michelin Cup 2 R aiutano in questo) ed è rapida e precisa negli inserimenti. Paga però un po’ troppo sovrasterzo in uscita di curva e lungo certi appoggi veloci, cosicché non si riescono a sfruttare appieno i 670 CV del suo V8 ad albero piatto. Bene anche i freni (potenti e ben modulabili) e il cambio (rapido sia in salita sia in scalata), mentre lo sterzo meriterebbe una maggior prontezza. 8. Maserati GT2 Stradale 1’23565Il tempo sul giro non è da pole position, ma la piacevolezza di guida sì. La versione più sportiva della ex-MC20, ispirata alla GT2 da corsa, grazie alle mirate modifiche telaistiche e aerodinamiche è davvero uno spasso: facile da decifrare, sincera, ottimamente bilanciata, con quel pizzico di sottosterzo sul veloce che dà sicurezza e un sano accenno di sovra in uscita per godere. Forse un po’ sottodimensionato il V6 Nettuno alla luce dell’intero pacchetto tecnico, ma nel complesso funziona. Da rivedere, però, la modulabilità del freno, che non aiuta a sfruttare appieno la potenza dell’impianto nelle staccate più impegnative. 7. Porsche 992.1 GT3 1’22792Con la 992, la GT3 ha compiuto un salto di qualità notevolissimo rispetto a tutte le serie precedenti, grazie soprattutto alle modifiche telaistiche che hanno introdotto, per la prima volta su una noveundici, i quadrilateri anteriori. Che dire: l’arma definitiva da trackday è sempre lei. Perché l’armonia fra tutte le componenti meccaniche, capaci di lavorare sempre all’unisono senza alcuna stonatura, la rendono uno degli strumenti più efficaci e soddisfacenti del panorama. La testimonianza di ciò arriva dal fatto che, con un numero relativamente contenuto di cavalli (510), questa Porsche riesce a mettersi alle spalle sportive ben più potenti. 6. Porsche 992.2 GT3 Weissach Package 1’21892Una promessa fatta dal reparto GT di Flacht, di solito si trasforma in certezza. Difatti, quel piccolo incremento prestazionale annunciato durante il passaggio da 992.1 a 992.2, l’abbiamo riscontrato anche sulla nostra pista di Vairano. A parità di potenza (ma col motore più strozzato, due catalizzatori in più, compensato dal finale del cambio accorciato dell’8%), la 911 GT3 ha limato 1,1 secondi grazie a piccoli e grandi affinamenti telaistici e aerodinamici, per esempio un avantreno rivisto che garantisce maggior precisione, un effetto anti-dive in frenata e una miglior capacità di digerire i cordoli. Il boxer aspirato e il Pdk continuano a essere straordinari: 9.000 giri di pura goduria il primo (ma avaro di coppia in basso) e sempre preciso e puntuale il secondo. 5. Ferrari SF90 Stradale 1’21716La ibrida da mille cavalli di Maranello impressiona, più di tutto, per la facilità di gestione di una quantità tale di potenza e coppia sin dal primo giro. Ogni componente è perfettamente integrato e questo permette di avere sempre sotto controllo la vettura anche nelle condizioni più difficili. In curva il comportamento è leggermente sottosterzante in ingresso e percorrenza, mentre in uscita il sovrasterzo emerge a tuo piacimento, nel senso che la calibrazione dell’acceleratore è talmente raffinata che la puoi gestire in facilità come vuoi tu. Ottima la modulabilità del freno, eccellente la resa dello sterzo. L’unica nota dolente è il peso, che si fa sentire soprattutto nei cambi di direzione dove ci sono vetture più rapide ed efficaci. 4. Mercedes-AMG GT Black Series 1’20926Tempo di assoluto rilievo considerato che si tratta dell’unica sportiva a motore anteriore che è riuscita a entrare in top 10. Aerodinamica da corsa, pneumatici specialistici (Cup 2 R, addirittura con due scelte di mescola) e un’elettronica finemente tarata (traction control regolabile in svariate posizioni), rendono la AMG GT Black Series una delle vetture più appaganti ed efficaci per la guida in pista. letteralmente incollata al suolo, sempre, con un grip meccanico e aerodinamico impressionante. Più a suo agio sul veloce che nel misto, nel comportamento la Black Series ricorda una GT3 da corsa, sebbene il peso non l’aiuti. Il powertrain, pur avendo ben 730 CV e 800 Nm, meriterebbe un po’ di allungo in più; e il cambio, seppur rapido, presenta sempre leggeri slittamenti fra un rapporto e l’altro, oltre al problema che non bisogna raggiungere mai il limitatore di giri altrimenti il rapporto successivo arriva con grande ritardo. 3. Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano – 1’20925Entriamo nella zona calda della classifica, sul gradino più basso del podio, con la 296 GTB in configurazione Assetto Fiorano. Una delle migliori sportive mai sfornate a Maranello, ancorché fra le più emozionanti da guidare in pista. Tutto è perfettamente accordato e amalgamato nel miglior modo possibile, il che rende ogni metro d’asfalto una vera goduria. Il V6 biturbo ibrido con 830 CV totali, nel suo insieme è incredibile: sound pazzesco, progressione infinita e fulmineo nella risposta. Come pure il cambio, talmente rapido e impeccabile che ti viene da utilizzare i paddle anche quando, in realtà, non sarebbe strettamente necessario. Lo sterzo, seppur sempre un po’ leggero, è straordinariamente rapido e preciso. E anche frenare diventa una sfida alla ricerca del limite, perché la potenza dell’impianto è impressionante e si può staccare fin dentro alla curva, con la 296 non fa una piega. 2. Pagani Huayra Roadster BC – 1’20707Con lei abbiamo inaugurato il VairanoPro e ne ha detenuto il record assoluto per tre quattro anni. Qui siamo a cavallo fra la hypercar e l’opera d’arte, a partire dal suo V12 di origine Mercedes-AMG che con 802 CV e 1.050 Nm dispensa libidine a non finire, per spinta propulsiva, erogazione e sound. All’altezza della situazione anche l’impianto frenante, per potenza e modulabilità. Mentre i due elementi che cedono un po’ il passo alla concorrenza sono il cambio (un po’ lento) e il traction control, che tende a castrare un po’ troppo; meglio senza, dosando col proprio piede, ma sempre con cautela 1. Porsche 992.1 GT3 RS 1’19881La regina è lei, l’unica a sfondare il muro dell’1’20 e mettendosi dietro hypercar con quasi il doppio dei cavalli. Con la GT3 RS, serie 992.1, la Porsche ha superato sé stessa ed è riuscita a realizzare l’oggetto stradale più vicino a una vettura da corsa che esista (al netto di produzioni semi-artigianali o troppo estreme per la strada). Per apprezzarla appieno occorre cultura: mi riferisco agli innumerevoli settaggi on board per estensione e compressione degli ammortizzatori, differenziale autobloccante e controllo di trazione; e va detto che, queste funzioni, non sono meramente invenzioni di marketing, ma strumenti realmente utili. Mostruosa per grip meccanico e aerodinamico, solida e bilanciata anche dopo lunghi stint di guida, intuitiva e facile anche se, per trovare il limite, serve competenza. Motore e cambio di assoluta eccellenza, come sempre, sebbene telaio e aerodinamica li surclassino.
Centro prove – Le 10 supercar più veloci a Vairano: chi domina il nostro tracciato?
3/01/2026 | Quattroruote

