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Chi sono gli operatori del private banking in Italia

30/12/2025 | Wall Street Italia

Il mercato italiano del private banking e dei family office continua a rafforzarsi, confermandosi uno dei pilastri della gestione dei grandi patrimoni. A fotografare lo stato dell’arte è la 22esima edizione dell’indagine Magstat, che ha passato al setaccio 344 operatori finanziari attivi in Italia nell’offerta di servizi di private banking e family office.

Al 31 dicembre 2024, il totale delle attività finanziarie gestite dai player censiti ammonta a circa 1.542 miliardi di euro, distribuiti su quasi 2 milioni di clienti (1.990.431 per la precisione). Numeri che testimoniano non solo la solidità del comparto, ma anche una crescita significativa rispetto all’anno precedente.

Private banking: chi sono i grandi player che dominano il mercato

La classifica dei principali operatori vede ancora una volta Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking saldamente al primo posto, con 281,3 miliardi di euro di asset in gestione, pari al 18,2% dell’intero mercato. Seguono UniCredit Wealth Management & Private Banking, con 160,5 miliardi (10,4%), e Banca Generali Private Banking, con 73,5 miliardi (4,8%).

I primi tre operatori concentrano complessivamente il 33,4% del mercato, per un totale che supera i 515 miliardi di euro. Ai piedi del podio si collocano FinecoBank Wealth Management con 68,4 miliardi, e Poste Italiane Private Banking con 55 miliardi. I primi cinque player arrivano così a controllare il 41,4% del mercato, mentre i primi dieci gestiscono il 56,2% e i primi venti addirittura il 75% delle masse complessive.

Private banking: masse gestite a 1393 mld a fine 2024

Secondo le stime Magstat, il valore complessivo del mercato italiano del private banking e del family office a fine 2024 si aggira intorno ai 1.700 miliardi di euro. Di questi, circa 158 miliardi, pari al 9,3%, non risultano ancora intercettati dai servizi specializzati. La quota di mercato già servita sale dunque al 90,7%, in miglioramento rispetto al 90% registrato nel 2023.

Se si guarda esclusivamente al private banking, escludendo i family office, le masse gestite scendono a 1.393 miliardi di euro, pari all’82% del mercato potenziale. Resta quindi un 18% di patrimonio che non è ancora seguito da strutture dedicate, segno che esistono ancora spazi di sviluppo, soprattutto in termini di nuovi clienti e di consulenza evoluta.

Anche quest’anno Magstat ha scelto di suddividere il mercato in sole due categorie: private banking e family office. Una decisione dettata dalla crescente difficoltà di incasellare molti operatori all’interno delle classificazioni tradizionali (banche commerciali, banche d’affari estere, reti di consulenti, Sgr e boutique finanziarie). Il settore, infatti, è sempre più ibrido e caratterizzato da modelli organizzativi misti.

Nel dettaglio, dei 1.542 miliardi di euro complessivi:

  • 1.393 miliardi (pari al 90,4% del mercato servito) sono gestiti da 124 operatori specializzati nel private banking, che si avvalgono di 20.921 private banker, distribuiti in 3.941 filiali o uffici, al servizio di 1.964.927 clienti;
  • 148 miliardi (il 9,6%) fanno capo a 220 family office, con 946 family officer operativi in 306 uffici, che seguono 25.504 clienti.

Crescono clienti e patrimoni

Sul fronte dei clienti, il trend è chiaramente positivo. Il numero complessivo di italiani che utilizzano servizi di private banking o family office è salito da 1.878.618 a fine 2023 a 1.990.431 a fine 2024. La quasi totalità è servita dal private banking, mentre i clienti dei family office restano una nicchia altamente selezionata.

Ancora più marcata la crescita delle masse: gli asset finanziari totali sono passati da 1.395 miliardi a 1.542 miliardi di euro in un solo anno, con un incremento di 147 miliardi, pari a un robusto +10,5%.

La rete sul territorio e il ruolo dei private banker

Le filiali e gli uffici dedicati sono complessivamente 4.247. La Lombardia si conferma la regione leader con 395 strutture, seguita da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. A livello provinciale, Milano domina la classifica con 223 filiali, davanti a Roma e Torino.

Infine, il capitale umano: i private banker censiti sono 20.921. Di questi, il 62,2% lavora a provvigione, mentre il 37,8% è dipendente. I banker remunerati a provvigione gestiscono masse che superano i 488 miliardi di euro, pari a oltre un terzo del mercato private, confermando il peso crescente dei modelli consulenziali basati sull’autonomia e sulla relazione diretta con il cliente.

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