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Tilda Swinton difende la Palma d’Oro a Fahrenheit 9/11: «Fu una scelta politica e ne sono orgogliosa»

28/05/2026 | Ciak Magazine

A oltre 20 anni da una delle decisioni più discusse nella storia recente del Festival di Cannes, Tilda Swinton è tornata a parlare della vittoria della Palma d’Oro assegnata nel 2004 a Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, ammettendo apertamente che si trattò di una “scelta politica”.

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Durante un incontro al Festival di Cannes 2026, l’attrice ha ricordato il periodo in cui faceva parte della giuria presieduta da Quentin Tarantino, spiegando di essere stata una delle sostenitrici più convinte del documentario di Moore. Secondo l’attrice, in quel momento storico il cinema rappresentava uno dei pochi spazi in cui certe tematiche potevano ancora trovare voce. L’attrice ha sottolineato come Michael Moore stesse affrontando argomenti molto delicati legati alla politica americana e alla guerra in Iraq, temi che, secondo il suo parere, difficilmente avrebbero trovato spazio in altri mezzi di comunicazione tradizionali:  «Sono molto orgogliosa di quel premio», ha dichiarato Tilda Swinton. «Ho sostenuto con forza la necessità che Fahrenheit 9/11 vincesse la Palma d’Oro per una ragione ben precisa, di natura politica. Non legata a un partito, ma al fatto che Michael Moore, in quel periodo, stesse dicendo cose estremamente importanti che non trovavano spazio in nessun altro mezzo. Non poteva parlarne in radio o in televisione. Scelse il cinema per esprimere le sue idee e per portarci a riflettere su determinati temi. Fu il cinema a dargli quella possibilità. Per questo motivo credo che sia stata una scelta politica, perché il cinema stesso è politico. Il cinema può essere un rifugio, uno spazio sicuro in cui incontrarsi, cambiare la propria vita e sviluppare il proprio pensiero. Ed è anche per questo che continuo a essere molto orgogliosa di quel premio. Lo confermo».

 Le dichiarazioni hanno inevitabilmente riacceso il dibattito tra i cinefili. Nel 2004, infatti, molti avrebbero voluto vedere trionfare Oldboy di Park Chan-wook, diventato negli anni un autentico cult mondiale. Il film coreano ottenne comunque il Grand Prix, ma ancora oggi viene spesso indicato come uno dei “grandi sconfitti” nella storia del festival.

Secondo varie ricostruzioni emerse successivamente, lo stesso Tarantino sarebbe stato profondamente innamorato di “Oldboy”, tanto da averlo visto più volte durante il festival. Tuttavia, la giuria decise infine di premiare “Fahrenheit 9/11”, trasformando quella Palma d’Oro in una delle più discusse e simboliche degli anni 2000.

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