Martin Scorsese, uno dei più grandi registi della storia del cinema, ha deciso di schierarsi a favore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo creativo cinematografico. Una presa di posizione destinata a far discutere, soprattutto in un momento in cui Hollywood continua a interrogarsi sul ruolo che l’AI potrà avere nel futuro dell’industria cinematografica.
Il regista di Taxi Driver, Quei bravi ragazzi e The Irishman ha infatti annunciato la sua collaborazione con Black Forest Labs, startup specializzata in strumenti di “intelligenza visiva”, entrando a far parte dell’azienda come consulente e partner creativo.

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Secondo Scorsese, l’intelligenza artificiale non dovrebbe sostituire artisti, attori o tecnici, ma diventare uno strumento utile per migliorare la comunicazione delle idee durante la fase di preparazione di un film. Da decenni il regista realizza personalmente storyboard e schizzi preparatori, ma ha spiegato che spesso è difficile trasmettere esattamente ciò che immagina ai collaboratori coinvolti nella produzione. Grazie agli strumenti sviluppati da Black Forest Labs, sarebbe possibile trasformare più rapidamente le idee in immagini e condividere una visione più chiara con cast e troupe.
“Il cinema è un mezzo relativamente giovane, con appena 125 anni di storia, quindi dobbiamo essere aperti a come può evolversi”, ha dichiarato il regista in un comunicato. “Ho utilizzato il 3D per Hugo Cabret e la tecnologia di ringiovanimento digitale per The Irishman. Ora, grazie a questo strumento, posso condividere la mia visione in modo più chiaro ed efficiente con il mio team creativo, dallo scenografo all’art director fino al direttore della fotografia, affinché possano svilupparla ulteriormente e arricchirla con la loro sensibilità cinematografica”.

Scorsese ha già sperimentato questa tecnologia durante la pre-produzione del suo nuovo progetto cinematografico, utilizzando il generatore di immagini FLUX per sviluppare storyboard e visualizzazioni preliminari. Il regista ha definito l’esperienza “creativamente liberatoria”, spiegando che il sistema ha consentito di lavorare più velocemente senza compromettere la qualità del processo creativo.
Le parole di Scorsese arrivano in un momento delicato per Hollywood. Negli ultimi anni l’uso dell’AI è stato uno dei temi centrali degli scioperi di sceneggiatori e attori, con molti professionisti che temono possibili sostituzioni o abusi. Non tutti i grandi registi condividono infatti la sua posizione: Steven Spielberg, ad esempio, ha recentemente dichiarato di essere favorevole all’uso dell’AI per compiti tecnici, ma contrario al suo impiego nei processi creativi come scrittura e regia.
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La presa di posizione di Scorsese rappresenta quindi uno dei più importanti endorsement mai arrivati dal mondo del cinema nei confronti dell’intelligenza artificiale. Resta da capire se questa tecnologia diventerà davvero uno strumento quotidiano per i registi del futuro o se continuerà a dividere Hollywood tra entusiasmo e diffidenza.
L’articolo Martin Scorsese apre all’Intelligenza Artificiale: «Non dobbiamo chiuderci alle nuove tecnologie» proviene da Ciak Magazine.

