Sventurata la terra che ha bisogno di eroi. Da Vita di Galileo (1939) di Bertolt Brecht.
Viviamo in un tempo in cui tutti abbiamo successo. Il nostro successo è dato dai like che si ricevono. Non importa se siano uno, due o due milioni. Il nostro narcisismo è soddisfatto da quei pollicioni che tendono verso l’alto e che sembrano qualificare di per sé la bontà del nostro lavoro. Non importa se essi siano stati messi da amici compiacenti, da manipolatori del web; non importa nemmeno se essi siano stati addirittura comprati. Basta che ci siano e siamo appagati. La ricerca del consenso non vuole domande, non dà risposte, crea una calma piatta.
Abbiamo viso su Disney+ la docuserie in quattro puntate World Wide Mafia, ‘Ndrangheta prodotta da Disney+, IBC Movie, Sunset Presse in associazione con Borough Production, firmata da Jacques Chamelot, Michela Gallo, Giovanni Filippetto, François Chaye, diretta da Chamelot e Chaye.
La docuserie racconta magistralmente gli anni in cui, da Procuratore della Repubblica di Catanzaro, il Dott. Nicola Gratteri ha dato vita all’operazione Rinascita Scott (2020/2023), infliggendo un duro colpo alla ’Ndrangheta, portando sul banco degli imputati quattrocento persone fra affiliati, liberi professionisti e uomini politici. La serie è fatta benissimo, crea negli spettatori curiosità, picchi emotivi, sembra un film d’inchiesta e, in quanto tale, crea processi empatici nell’anima dello spettatore.
Dove nascono le domande? Appena finita la visione, i quesiti che si pongono sono molti e sono senza risposta: perché la realtà deve diventare un prodotto audiovisivo? Perché chi fa il proprio dovere deve essere “eroizzato”? E, soprattutto: dalla docu- serie si evince di più la forza dello Stato o la forza della famiglia di ‘Ndrangheta oggetto dell’indagine dei magistrati? Sembra un Davide contro Golia, ma è un Davide che può, giustamente, muovere tremila uomini in un giorno.
A cosa serve una serie del genere se non è approfondita, se non è discussa, se non crea un dibattito?
Se non viene veicolata nel modo giusto, viene vista dagli appassionati del genere, ma è in questi appassionati che potrebbe creare confusione, è per questi appassionati che potrebbe essere fuorviante. Forse nell’arte non c’è un messaggio, forse l’arte non crea principi di emulazione, ma la realtà è la realtà e la realtà racconta i fatti. La serie lascia un sapore amaro perché molti di noi spettatori si riconosceranno in Davide (il dott. Gratteri), ma capiranno che, forse, a vincere, in questo tipo di storie, sarà sempre Golia…
L’articolo La riflessione: World Wide Mafia ‘Ndrangheta. Le domande che nessuno si fa proviene da Ciak Magazine.

