Le belle notizie non fanno notizia. Le cattive notizie rimangono impresse nella memoria. Omicidi, rapine, scandali sessuali, scandali politici, terremoti, catastrofi climatiche scuotono l’anima, si ricordano. Per questo motivo riempiono le pagine dei giornali, sono argomenti onnipresenti nei talk show.
Nei festeggiamenti degli ottanta anni della Repubblica in molti comuni d’Italia sentiremo belle parole, importanti. Retoriche. Percepite, spesso, come uguali a sé stesse, reiterate di anno in anno. Belle parole che tendiamo a dimenticare ritenendole esempi difficili da calare nella nostra realtà quotidiana.
Cosa cambia davvero nel 1946 con l’avvento della Repubblica? L’Italia sceglie di essere una Repubblica e diventa una democrazia parlamentare che elegge deputati e senatori, che a loro volta eleggono il Governo.
Da una dittatura ed una monarchia si passa ad un potere tripartito in potere legislativo (il Parlamento bicamerale), potere esecutivo (il Governo), potere giudiziario (il CSM). Avendo come faro la Costituzione italiana, promulgata il 1 gennaio 1948, la logica della tripartizione dei poteri nasce dal ritenere che, essendo la Repubblica dei cittadini, i cittadini devono esercitare potere di controllo uno sull’altro per impedire che nascano derive autoritarie e che uno dei poteri prevalga sull’altro. Questo concetto di controllo reciproco vive ancora oggi in tutte le fasi del nostro vivere civile, chi cerca di elidere questi controlli, o li prevarica, compie abuso di potere.
Qual è il nostro dovere di cittadini? Rispettare i compiti che ci sono stati assegnati, fare la nostra parte, sempre. Belle parole. Ma cosa non dobbiamo essere? Non dobbiamo essere il DOTTORE protagonista del film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, regia di Elio Petri) interpretato da Gian Maria Volonté.
Nel film il DOTTORE è a capo dell’ufficio politico di una Questura italiana ed indaga su un omicidio da lui stesso commesso, con la certezza e la presunzione iniziale di farla franca, cosa che avviene anche grazie ad un POTERE complice, che decide di non andare a fondo e non eliminando un cancro presente nell’organo dello Stato si auto-condanna a metastasi perenne.
Il DOTTORE è un cattivo esempio che per essere bravi cittadini non dovremmo seguire. Un personaggio che non può non rimanere impresso.
Il film nel 1970 in Italia incassò circa due miliardi di lire, risultando l’ottavo migliore incazzo dell’anno, nel 1971 vinse l’Oscar come miglior film straniero.
Negli ottanta anni dalla nascita della Repubblica omaggiamo, così, anche un meraviglioso attore, quel Gian Maria Volonté (193-1994) che fece dell’impegno politico una delle proprie ragioni di vita.
Nell’augurarvi Buona Festa della Repubblica, vi ricordiamo anche che su CIAK. del mese di giugno, a cura di Paolo Speranza, potrete leggere l’interessantissima REPUBBLICA DEL CINEMA, dove attraverso il cinema, si raccontano gli ultimi ottanta anni della storia d’Italia.
Viva la Repubblica!
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