Il cinema italiano torna a rivolgersi alla società civile e al Governo, in questo caso perché si attivi in merito alla situazione di alcuni dei partecipanti al Global Sumud Land Convoy, sequestrati dal 24 maggio. E con i quali si sono persi i contatti dopo che una delegazione si era recata al posto di blocco di Sirte per negoziare il transito del convoglio civile umanitario in Libia e cercare un passaggio sicuro verso Gaza attraverso Rafah.
Nello specifico, l’attenzione si concentra sul regista documentarista Domenico Centrone e l’attivista Leonarda ‘Dina’ Alberizia, per i quali – insieme ad altri otto attivisti, come loro ancora trattenuti – il procuratore libico ha disposto la prosecuzione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Per altro, senza che siano chiari “i motivi della detenzione e l’eventuale base giuridica su cui essa si fonderebbe” – considerato il carattere civile, pacifico e umanitario della missione – come si legge nell’appello apparso sui canali della Global Sumud Flotilla Italia nel quale si sollecita la protezione consolare e si invitano tutti a sommergere di pec una serie di indirizzi istituzionali (qui disponibili il testo e i riferimenti).
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Ma le richieste di protezione consolare e di intervento, nella speranza che si riesca a sbloccare la situazione di Centrone, Alberizia e gli altri arrivano anche da Documentaristə Anonimə, Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani e 100autori. Dai quali riceviamo e pubblichiamo il Comunicato di Solidarietà a Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia che segue:
I/Le Documentaristə Anonimə, Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani e 100autori esprimono la propria profonda preoccupazione per la detenzione in Libia di Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia, membri della missione internazionale della Global Sumud Flotilla impegnata in iniziative di solidarietà con la popolazione civile di Gaza.
Da giorni familiari, amici, colleghi e organizzazioni della società civile seguono con apprensione l’evolversi della situazione, in attesa di notizie certe sulle loro condizioni e sui tempi del loro rilascio.
Come autrici, autori, documentariste e documentaristi, crediamo fermamente nel valore della testimonianza diretta, dell’impegno civile e della libertà di movimento e di informazione, valori che Domenico, regista, membro del nostro gruppo e socio Doc/it, incarna da sempre con rigore, generosità e coerenza. Per questo guardiamo con grande preoccupazione alla vicenda che coinvolge lui, Dina e gli altri attivisti attualmente trattenuti.
Chiediamo alle autorità libiche di procedere senza ulteriori ritardi alla loro liberazione e di consentire il rapido rientro in Italia.
Rivolgiamo inoltre un appello al Governo italiano, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’Ambasciata d’Italia e a tutte le istituzioni competenti affinché si attivino con la massima urgenza attraverso ogni canale diplomatico disponibile per garantire la tutela dei due cittadini italiani e favorirne il ritorno nel nostro Paese nel più breve tempo possibile.
A Domenico, a Dina e ai loro familiari va la nostra piena solidarietà e vicinanza.
I/Le Documentaristə Anonimə
Doc/it Associazione Documentaristi Italiani
100autori
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