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Backrooms, il regista ammette l’ispirazione da VG: «Sogno spesso di essere dentro al gioco»

28/05/2026 | Ciak Magazine

Quello di Kane Parsons è un incubo ai Confini della Realtà, un pozzo senza fondo di scatole cinesi nelle quali si nascondono i mostri che non vorremmo mai incontrare (e forse che siamo noi stessi), ma soprattutto l’horror del momento – probabilmente insieme al tanto decantato Obsession – a vedere le reazioni che sta avendo Backrooms, che I Wonder Pictures distribuisce nei cinema di tutta Italia a partire dal 27 maggio.

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Una storia nata su Youtube, dove la A24 ha trovato il giovane regista, che alcune voci sostenevano fosse stato sostituito dal suo mentore Osgood Perkins (Longlegs) dietro la macchina da presa, ma che al momento sembra aver convinto l’88% dei critici su Rotten Tomatoes e il 76% su Metacritic. Sia per l’interpretazione dei suoi protagonisti – Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve (Sentimental value e l’ultima Palma d’Oro Fjord) – sia per le architetture impossibili, lovercraftiane e disorientanti. Scenografie che a molti hanno ricordato videogame RPG di altri tempi, come lo storico Doom, o il cult Portal del 2007 (qui il trailer) al quale ha fatto riferimento lo stesso Parsons come sua fonte di ispirazione.

The Backrooms
Kane Parsons e Chiwetel Ejiofor sul set di Backrooms

Spesso sogno di essere dentro al gioco” ha detto il regista, ammettendo esplicitamente che il suo Backdoors “è fortemente ispirato al videogioco“. Un puzzle game nel quale i giocatori usano uno strumento per creare portali tra due spazi, che possono essere usati per teletrasportare oggetti, o se stessi, e vengono presi di mira da un bot AI chiamato GLaDOS.

Portal è stata la mia prima fonte d’ispirazione. È quella che più facilmente riesco a identificare come l’influenza più forte su tutto ciò che ho fatto nella mia vita, – ha detto Parsons su Letterboxd. – È intrinsecamente comico e assurdo, ed è proprio questo che mi piace. Molte delle mie scelte creative, anche cupe, derivano da un umorismo intrinseco“. “L’ambientazione generale dei giochi di Portal è impressa nella mia mente da tantissimo tempoha aggiunto. – Nel gioco l’ambientazione è in rovina, sta cadendo a pezzi, ma è immensa. Sembra un eterno spazio chiuso che si estende in tutte le direzioni, di una portata assurda. È molto simile a Backrooms sotto questo aspetto. Probabilmente si capisce quanto questi giochi siano speciali per me, perché non smetto di parlarne“.

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Corridoi infiniti, passaggi senza ritorno, mobili semisepolti e figure grottesche contro ogni regola e natura sono la realtà con la quale si scontra lo spettatore, analogamente a quanto fa il proprietario di un negozio di mobili, il Clark di Chiwetel Ejiofor, quando scopre un misterioso portale che lo porta in una surreale dimensione parallela.

Criticato per il tentativo di inserire diverse tematiche che potessero dare profondità e varietà alla trappola monocromatica e per un eccesso narrativo non completamente giustificato, secondo molti, il film resta in grado di mostrare una forza visiva nella rappresentazione e una qualità attoriale non banale. E capace di immergere lo spettatore nella confusione, l’angoscia, il terrore – senza dare spiegazioni – per quanto meno di quanto fatto su YouTube e nonostante il budget più ampio (che promette di essere mostruosamente superato dagli incassi, che già si prevedono intorno ai 50 milioni di dollari).

Backrooms, trama

Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi…

 

Il nuovo trailer italiano di Backrooms

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