
È con emozione che, lo scorso 14 agosto, ascoltavo il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente dei nostri vescovi, leggere, durante una… maratona di preghiera (protrattasi fino a sera) ai ruderi della chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia di Monte Sole a Marzabotto (incendiata dai nazifascisti nel 1944), i nomi degli oltre 12mila bambini e bambine uccisi a Gaza, dal 7 ottobre del 2023 allo scorso 15 luglio: pensate, 16 israeliani sotto i 12 anni trucidati da Hamas e 12.211 piccoli palestinesi uccisi dall’esercito israeliano, indicati con nome, cognome ed età, prendendo i dati ufficiali di Israele e quelli di Gaza. Non numeri, ma bambine e bambini come voi: Abdel 4 anni, Yonatan 10, Mahamud 10, Riva 1, Mira 6, Ahmed 3, Rose 6…
La cerimonia si è tenuta nel parco storico di Monte Sole di Marzabotto, a una trentina di km da Bologna, il luogo di una delle più gravi stragi compiute durante la Seconda guerra mondiale: fu lì che, tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944, i nazifascisti distrussero intere zone abitate e massacrarono quasi 800 civili, tra cui 216 bambini.
«Vogliamo ricordare i nomi uno per uno per strapparli all’anonimato – ha detto il cardinal Zuppi ‒. Nessuno è un numero, ogni persona ha un nome, la sua identità. La sofferenza dei bambini racconta più di tutti le conseguenze drammatiche della guerra e la necessità di arrivare al cessate il fuoco, interrompere il conflitto senza offendere ulteriori vittime innocenti. Come scriveva Dostoevskij “nessuna guerra potrà mai valere anche una sola piccola lacrima di bambino”».
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