
Delle mummie con la lingua d’oro sono state trovate da un gruppo di archeologi all’interno di una tomba di epoca greco-romana, risalenti a oltre 2.000 anni fa. La tomba è emersa dalle sabbie di Al-Bahansa, a circa 160 chilometri a sud del Cairo.
Le caratteristiche delle mummie
I resti trovati dagli archeologi avevano delle curiose lingue in lamina d’oro e unghie delle mani e dei piedi, sempre ricoperte d’oro, che fanno parte di una rara tradizione funeraria pensata per proteggere e dare potere ai defunti nell’aldilà.
Le unghie sono un reperto raro
Mentre le lingue d’oro sono un manufatto funerario abbastanza noto, le unghie d’oro sono un reperto molto più raro. Secondo una dichiarazione pubblicata dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano su Facebook, si pensava che queste unghie, applicate sulle dita delle mani e dei piedi delle mummie, proteggessero il defunto dalle forze maligne, contribuendo a preservare l’integrità del corpo nell’aldilà.
Non è la prima volta che si trova l’oro nelle tombe
Queste scoperte sono in linea con i ritrovamenti precedenti, come quelli di Taposiris Magna, a ovest di Alessandria, dove nel 2021 sono stati rinvenuti amuleti d’oro simili alle lingue. Lì, un team di archeologi ha anche scoperto monete con il nome e l’immagine di Cleopatra VII.
Perché l’oro era così importante per gli egiziani?
L’oro non era solo un materiale pregiato per gli Antichi Egizi: si credeva fosse la carne degli dei, immortale e indistruttibile. Rappresentava la ricchezza, ma anche l’eternità. Gli Egizi lo consideravano un materiale divino che poteva garantire la conservazione del defunto, proteggendone l’anima e il corpo dalla decomposizione.
Per questo motivo veniva utilizzato generosamente nelle tombe, soprattutto per i membri importanti della società. Nel caso delle lingue d’oro, si credeva che questi oggetti servissero al defunto anche a comunicare con gli dei, in particolare con Osiride, il dio degli inferi.
Le culture che si incontrano
Queste mummie mettono in luce la capacità delle culture di contaminarsi e incontrarsi. Riflettono, infatti, una fusione di rituali greco-romani e di tradizioni egiziane.
L’architettura delle tombe scavate nella roccia fu ampiamente adottata durante questo periodo, ma il simbolismo religioso – in particolare l’uso di maschere in cartonnage, immagini di Horus e pettorali d’oro – rimane di tono profondamente egizio.
Le narrazioni storiche più popolari, che probabilmente ritrovi nei libri che studi a scuola, spesso descrivono il periodo greco-romano come un periodo di declino spirituale e culturale in Egitto. Ma scoperte come quelle di Al-Bahnasa mettono in discussione questa visione.
La presenza di amuleti con la lingua d’oro, armature rituali e simboli religiosi ibridi suggerisce una società ancora profondamente investita nel metafisico, che si adattava ai nuovi sovrani, senza abbandonare le proprie credenze.
FONTE | Daily Galaxy

