I segni, dall’alto appaiono con evidenza. Sono cerchi, cerchi e ancora cerchi. Il tutto è racchiuso tra i segni di una muraglia che doveva essere un grande impianto difensivo, che consentiva tranquillità ai residenti e offriva spazi anche agli animali domestici. E’ l’aggressività delle popolazioni avversarie e l’aumento delle ricchezze che costrinse i nostri antenati ad organizzarsi in comunità ampie, protette, organizzate.
Gli archeologi scendono sul terreno, verificano misurano. Le strutture urbanistiche sono ampie e complesse. Brusselstown Ring, nell’Irlanda orientale, emerge come una presenza capace di incrinare un paradigma storiografico consolidato: quello di una tarda età del Bronzo irlandese dominata da fattorie isolate, piccoli clan e popolazioni rade. La scoperta e lo studio sistematico del sito obbligano invece a immaginare una società sorprendentemente popolosa, organizzata, stabile, dotata di strumenti di pianificazione collettiva e di una visione territoriale ampia.
Il complesso si colloca nella contea di Wicklow, a sud di Dublino, all’interno del vasto sistema delle fortificazioni collinari di Baltinglass, un paesaggio archeologico che mostra continuità di frequentazione dal Neolitico antico fino alla piena età del Bronzo. In questo contesto, Brusselstown Ring si distingue per dimensioni, struttura e densità. Due grandi bastioni concentrici racchiudono un’area che non si limita a proteggere una singola altura, ma ingloba più colline, includendo anche un recinto neolitico preesistente. Una soluzione di questo tipo, che supera la logica del “forte” isolato, è rara non solo in Irlanda e Gran Bretagna, ma anche nel più ampio panorama europeo della preistoria recente.
I materiali di ricerca sono confluiti nel saggio “Brusselstown Ring: a nucleated settlement agglomeration in prehistoric Ireland”, firmato da Dirk Brandherm, Cherie Edwards, Linda Boutoille e James O’Driscoll e pubblicato sulla rivista scientifica Antiquity. La ricerca nasce da un progetto pluriennale che ha integrato rilievi LiDAR ad alta risoluzione, fotogrammetria aerea, analisi topografiche di dettaglio e scavi stratigrafici mirati. Gli autori hanno individuato e catalogato oltre 600 piattaforme abitative, verificandone l’interpretazione attraverso quattro trincee di scavo su strutture di diversa dimensione. Le datazioni al radiocarbonio collocano l’occupazione principale tra la tarda età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro, circa 1200–400 a.C. Particolare attenzione è stata dedicata alla distribuzione spaziale delle abitazioni, che non mostra evidenti indicatori di gerarchia sociale. Lo studio segnala inoltre la presenza di una struttura anomala interpretata come possibile cisterna, ipotizzando un livello di pianificazione infrastrutturale finora non documentato nei forti collinari irlandesi. Nel complesso, la ricerca propone un cambio di paradigma per la preistoria dell’Irlanda, introducendo l’idea di comunità grandi, stabili e densamente nucleate molto prima dell’età storica.
La disposizione suggerisce un insediamento densamente occupato e non episodico, una comunità permanente piuttosto che un luogo di rifugio stagionale o un centro cerimoniale frequentato solo in particolari momenti dell’anno.

Le dimensioni delle piattaforme variano, ma non in modo tale da indicare una netta gerarchia sociale; case più grandi e più piccole sembrano coesistere nello stesso arco cronologico, senza che i materiali rinvenuti restituiscano segnali evidenti di élite dominanti o di accumuli di ricchezza differenziati.
Le datazioni al radiocarbonio collocano l’occupazione principale del sito tra il 1200 e il 400 a.C. circa, attraversando la tarda età del Bronzo e spingendosi fino alle soglie dell’età del Ferro. È un periodo cruciale, caratterizzato in molte regioni europee da trasformazioni profonde nei sistemi produttivi, nelle reti di scambio e nelle forme di organizzazione sociale. A Brusselstown Ring, queste trasformazioni sembrano tradursi in una scelta di concentrazione: vivere insieme, in grande numero, all’interno di uno spazio fortificato e pianificato.
Un elemento particolarmente significativo è rappresentato da una struttura in pietra dal fondo piatto, individuata in prossimità di una sorgente naturale. La sua morfologia e la posizione rendono improbabile l’interpretazione come abitazione; più convincente è l’ipotesi che si tratti di una cisterna o di un sistema di raccolta dell’acqua.

Se questa lettura fosse confermata, si tratterebbe di un caso senza precedenti documentati nei forti collinari irlandesi, e indicherebbe una gestione consapevole delle risorse idriche, indispensabile per sostenere una popolazione numerosa in un contesto elevato e potenzialmente esposto alla scarsità stagionale.
Il quadro che emerge è quello di una comunità complessa ma non rigidamente stratificata, capace di coordinare lavoro, spazio e risorse senza lasciare tracce evidenti di potere centralizzato. Questo dato assume particolare rilievo se confrontato con altri grandi agglomerati europei dell’età del Bronzo. Nella penisola iberica, ad esempio, siti come La Bastida, legati alla cultura argarica, mostrano una concentrazione abitativa notevole già nel III e II millennio a.C., con fortificazioni poderose, spazi interni rigidamente organizzati e segnali più marcati di disuguaglianza sociale. In Italia in quelle epoche appaiono sistemi complessi come le terramare della pianura padana, veri villaggi fortificati con una pianificazione accurata degli spazi, oppure, in Sardegna, il mondo nuragico, dove torri monumentali, villaggi articolati e infrastrutture idriche testimoniano un alto livello di organizzazione comunitaria, pur secondo un modello policentrico e diffuso.
Anche nell’Europa centro-orientale non mancano esempi di insediamenti fortificati e densamente abitati, come Biskupin in Polonia, leggermente più tardo, con un impianto regolare e strade allineate. Tuttavia, ciò che rende Brusselstown Ring particolarmente eloquente è la sua collocazione in un’area che fino a poco tempo fa veniva considerata marginale rispetto ai grandi processi di nucleazione insediativa. L’Irlanda dell’età del Bronzo appare ora come uno spazio capace di produrre forme avanzate di convivenza stabile, forse legate al controllo di territori agricoli, a reti di scambio di metalli e beni simbolici, o a funzioni cerimoniali condivise su scala regionale.
Il progressivo abbandono del sito, che sembra avviarsi nel III secolo a.C., non coincide con evidenti crisi climatiche. È più probabile che fattori sociali ed economici, mutamenti nelle reti di relazione o nelle modalità di sfruttamento del territorio abbiano reso meno sostenibile o meno necessaria una concentrazione di tale portata. La fine di Brusselstown Ring non è dunque un collasso improvviso, ma una lenta dissoluzione, coerente con quanto osservato in altri insediamenti collinari irlandesi di dimensioni minori.
Inserire questa vicenda in una prospettiva di lunga durata consente di cogliere un’ulteriore dinamica, spesso trascurata: la ciclicità dei primati insediativi e culturali nell’isola. Molti secoli dopo la scomparsa di Brusselstown Ring, l’Irlanda conoscerà un nuovo momento di forte centralità urbana e commerciale con l’età vichinga, quando porti come Dublino, Waterford e Limerick diventeranno nodi cruciali delle reti nord-atlantiche. Anche quel primato sarà destinato a cadere, tra l’XI e il XII secolo, con l’integrazione dell’isola in nuovi assetti politici e con il declino dell’autonomia scandinava. La parabola di Brusselstown Ring, pur collocata in un orizzonte cronologico remotissimo, anticipa questa alternanza: fasi di intensa concentrazione e apertura, seguite da riflussi, frammentazioni e riorganizzazioni.
Studio: Brandherm, D., Edwards, C., Boutoille, L., O’Driscoll, J. (2025). Brusselstown Ring: a nucleated settlement agglomeration in prehistoric Ireland. Antiquity, 1–8. DOI: 10.15184/aqy.2025.10247
Si tratta della pubblicazione principale che descrive l’insediamento di Brusselstown Ring, analizzando rilievi LiDAR, fotogrammetria, trincee di prova, datazioni al radiocarbonio e l’organizzazione spaziale delle oltre 600 abitazioni, oltre a ipotizzare la presenza di una cisterna per la gestione dell’acqua.

