
Con Interno indiano La Biennale e il suo Archivio Storico valorizzano il dialogo tra arti, culture e linguaggi, tracciando un percorso che, sulle orme di Marco Polo, mette in relazione tradizione e contemporaneità, Oriente e Occidente. Il progetto riflette su aspetti a prima vista liminali dell’apparato di produzione artistica e testimonia l’attenzione della Biennale verso i fenomeni di estetizzazione del quotidiano che permeano l’intimità degli spazi che abitiamo, approfondendo una serie di attitudini che in modo inesorabile e silenzioso si avviano a ridisegnare i tratti salienti del sistema creativo.
La mostra racconta l’identità creativa dell’India contemporanea, un arcipelago di culture e linguaggi che ridefinisce i confini tra arte, design e artigianato. Un pensiero aperto dove funzione e ornamento, produzione e ricerca convivono in equilibrio. Interno indiano presenta alcune delle figure che negli ultimi decenni hanno riformulato il panorama creativo di questo paese. Gli artisti rispecchiano i cambiamenti sociali ed economici, reimmaginando materiali di scarto e attribuendo nuovi significati al concetto di valore. Il progetto accetta, senza ritrosie, di includere al suo interno dinamiche di display commerciale, senza la necessità di individuare un luogo dedicato per le singole creazioni. Le opere costruiscono ognuna uno spazio a sé – un interno indiano – dove è difficile distinguere le une dalle altre. La creatività si fa strumento di inclusione e sostenibilità, capace di dialogare con le sfide globali del presente. La mostra segna così un cambio di paradigma nel modo di intendere la progettualità, superando le barriere culturali e visive dell’Occidente. L’“interno” diventa uno spazio condiviso, fisico e mentale, dove la libertà espressiva incontra la trasformazione sociale.
“L’Interno indiano – spiega la Curatrice – libera lo sguardo da ogni tipo di costrutto semantico, accettando come conclusa una fase di industrializzazione che ha portato allo scollamento fra arti applicate e gli altri ambiti della creatività.”
“Il KNMA è orgoglioso di collaborare con l’Archivio Storico della Biennale di Venezia per ospitare a Delhi la mostra Interno indiano, quarta tappa di È il vento che fa il cielo. La Biennale di Venezia sulle orme di Marco Polo – ha dichiarato Kiran Nadar, Presidente e Fondatrice del KNMA – L’India rappresenta l’ultimo ricordo dell’Oriente per Marco Polo: una terra che lo affascinò per i suoi mercati, i materiali e la straordinaria ricchezza naturale. Oggi Interno indiano esplora quegli spazi liminali della produzione artistica, celebrando il modo in cui i creativi contemporanei indiani stanno ridefinendo il sistema creativo attraverso estetiche quotidiane e design trasformativo. Le sinergie tra la missione del KNMA e l’impianto curatoriale di questa mostra – volte a valorizzare e contestualizzare la creatività dinamica e dirompente che emerge dal subcontinente – non potrebbero essere più profonde. Siamo lieti di contribuire a questo vivace dialogo sull’arte, il design e il nostro futuro culturale condiviso.”

