Livorno, 5 gennaio 2026 – Avis Comunale Livorno, in collaborazione con l’Itis Galileo Galilei di Livorno, organizza una giornata speciale di donazione del sangue e di commemorazione del professor Massimiliano Sartor, stimato docente di informatica, scomparso prematuramente l’anno scorso.
Il cuore degli studenti e dei colleghi
La mattina di giovedì 8 gennaio, a partire dalle 8, alunni, ex studenti e professori dell’Itis Galilei si recheranno al Centro Trasfusionale di Livorno (in viale Vittorio Alfieri 42), per donare il sangue e lo faranno per commemorare il professor Sartor, dando così continuità ai valori che ha sempre trasmesso con passione e coerenza. La giornata proseguirà alle 10.30 nella sede dell’Istituto tecnico industriale Galileo Galilei, scuola in cui il professore Sartor ha insegnato per molti anni, con una cerimonia commemorativa durante la quale verrà apposta una targa in sua memoria, a testimonianza del segno profondo che ha lasciato nella comunità scolastica e cittadina. Avis Comunale Livorno auspica così che sia data “la massima visibilità alla donazione che avverrà al Centro Trasfusionale, così come alla cerimonia di scopertura della targa, per condividere e raccontare una giornata che unisce memoria, educazione e solidarietà. Ricordare Massimiliano Sartor significa continuare il suo esempio, donare sangue è un gesto che può salvare vite e costruire futuro”.
Il professor Massimiliano Sartor è scomparso il 13 aprile 2025 a 56 anni in un incidente. Così lo ha ricordato il dirigente scolastico dell’tis Galilei, professor Antonio Manfredini in quella triste circostanza: “Il professor Sartor ha fatto parte della nostra comunità scolastica interpretando il ruolo di docente con passione, impegno e umanità. Per molti studenti è stato un punto di riferimento, per i colleghi una presenza sincera e disponibile”.
La lettera
I suoi allievi in una lettera indirizzata al prof Sartor hanno scritto: “Ci hai aperto la mente con il tuo modo di insegnare, ma anche con il tuo modo di pensare, preparandoci ad affrontare la vita e il temutissimo esame di maturità. Ci hai dato tantissimo, soprattutto quando cercavi di prepararci per il nostro futuro nel mondo del lavoro”. Hanno aggiunto: “Ci hai fatto crescere come persone con il tuo modo di vedere le cose e avevi pienamente ragione. Forse i primi giorni ci hai sgridato un po’, ma col tempo ne abbiamo capito il motivo. Possiamo dire di aver conosciuto non solo un bravissimo professore, ma una persona fantastica, che metteva passione in quello che faceva”.
M.D.


