
Livorno, 30 dicembre 2025 – Finalmente è iniziata la demolizione del blocco di via Giordano Bruno 16-18, emblema di una edilizia residenziale risalente agli anni’40, ormai obsoleta e degradata. Liberati gli alloggi dagli assegnatari e dalle tre famiglie proprietarie, ieri mattina ha preso il via l’abbattimento, alla presenza del Sindaco Luca Salvetti, del Presidente di Casalp Marcello Canovaro, dell’assessore al sociale Andrea Raspanti e della consiliera Comunale Cristina Lucetti. C’erano anche alcune delle famiglie ricollocate in altri alloggi, che hanno assistito all’avvio della demolizione visibilmente emozionate.
“Questo è un momento molto importante. Al posto di questo blocco di edilizia popolare, saranno edificati 60 nuovi alloggi. È la conferma e la testimonianza che stiamo trasformando la città” il commento del Sindaco Salvetti. Il Presidente di Casal Canovaro spiega i dettagli di questo progetto: “Con l’abbattimento del blocco di edilizia popolare di via Giordano Bruno 16 e 18 si apre un nuovo capitolo per Livorno”.
“Al posto di questo blocco sorgeranno 3 edifici, 2 al posto del immobile che abbiamo iniziato a demolire e il terzo sul sedime di un altro stabile che fu abbattuto dopo la rovinosa esplosione di alcuni anni fa che lo distrusse. In totale saranno ricostruite 60 abitazioni. Questo percorso è iniziato nel 2019, con il lavoro di progettazione, ci è voluto molto tempo, ma siamo arrivati in fondo. Il primo passo è la demolizione, poi seguirà la ricostruzione, ma prima di procedere, dovremo eseguire le analisi per la verifica della presenza e eventuale bonifica di ordigni bellici, un passaggio dovuto. Per quanto riguarda le perizie geologiche queste sono già state eseguite”.
Ricorda Canovaro: “Lo stabile risale alla fine degli anni ‘30 inizi anni ‘40, quindi era molto vecchio. La gara per la costruzione sarà bandita solo alla fine della verifica sugli ordigni bellici. Il costo dell’intera opera dovrebbe aggirarsi fra gli 8 e 9 milioni di euro. Spero di poter aprire i cantieri dopo l’estate del nuovo anno”. I 60 nuovi alloggi “saranno moderni. Sarà escluso l’utilizzo del gas metano per il riscaldamento e l’acqua calda – precisa Canovaro – perché punteremo un sistema di alimentazione elettrica prodotta dal fotovoltaico, che si integrerà anche con la fornitura di energia elettrica della rete nazionale. E si tratterà di opere di edilizia pubblica all’avanguardia, che rispetteranno gli standard più avanzati imposti dalla recenti normative”.

