Ha preso il via giovedì 11 giugno a Fara in Sabina la XXVI edizione del FLIPT – Festival laboratorio interculturale di pratiche teatrali, organizzato dal Teatro Potlach e diretto da Pino Di Buduo in collaborazione con l’Ista. – International School of Theatre Anthropology diretta da Eugenio Barba. Il Festival è realizzato con il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, e ha il patrocinio della Provincia di Rieti e del Comune di Fara Sabina. Venerdì 12 giugno, il FLIPT entrerà nel vivo con la presentazione ufficiale del Festival, le prime sessioni di lavoro dedicate allo spettacolo collettivo “Lo Zibaldone d’Oro” e due Short & Talk internazionali: “Ghosting China” di Leah Woehr (USA) e “In Query with Rhythm” di Hashim Sariya (India).
Nel pomeriggio prenderà avvio uno degli appuntamenti centrali di questa edizione: la masterclass “Come muore e rinasce un teatro”, condotta da Eugenio Barba, Julia Varley, Claudio Coloberti, Chiara Crupi e Stefano Di Buduo.
Attraverso esempi pratici, documenti audiovisivi, testimonianze artistiche e materiali d’archivio, i relatori guideranno i partecipanti in un viaggio attraverso le diverse forme della drammaturgia contemporanea: dall’attore al testo, dallo spazio pubblico alla creazione interculturale, fino alle nuove forme del teatro fuori dal teatro.
La masterclass sarà anche un’occasione unica per entrare nella memoria vivente dell’Odin Teatret grazie al contributo di tre importanti “costruttori di memoria”: Claudio Coloberti, storico documentarista dell’Odin Teatret; Chiara Crupi, filmmaker e collaboratrice del Magdalena Project; e Stefano Di Buduo, scenografo digitale e regista, vincitore nel 2025 del prestigioso Premio Faust in Germania. Il percorso culminerà in una riflessione collettiva sul nuovo progetto cinematografico dedicato a Eugenio Barba, dal titolo provvisorio “Come muore e rinasce un teatro”.
La serata di venerdì 12 giugno vedrà poi un evento di particolare rilievo internazionale con la presenza dell’Odin Teatret e dello spettacolo “Un personaggio che non può morire”, interpretato da Julia Varley e diretto da Eugenio Barba. Lo spettacolo racconta la straordinaria biografia di Mr Peanut, il celebre personaggio con la testa a teschio che da oltre cinquant’anni attraversa gli spettacoli dell’Odin Teatret. Accompagnata da filmati, immagini d’archivio, danze e poesie, Julia Varley conduce il pubblico in un viaggio tra memoria e immaginazione, trasformazione e rinascita.
Una riflessione poetica sul rapporto tra vita e morte, una dichiarazione d’amore dell’attrice verso il personaggio che ha accompagnato gran parte della sua carriera artistica. Come scrive Eugenio Barba, il teatro tenta di rendere visibile l’invisibile, e in questo spettacolo la morte si trasforma in una presenza capace di generare tenerezza, ironia, poesia e rigenerazione.
Articolo completo: Al via il Flipt Festival 2026: undici giorni di teatro internazionale per celebrare i 50 anni del Potlach dal blog Corriere di Rieti

