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Bombe nucleari contro il possibile impatto sulla Terra di asteroidi: il progetto della Cina

4/08/2026 | Le nostre news

Risolvere il problema di un possibile impatto di un asteroide con la Terra facendo esplodere il corpo non identificato prima che quest’ultimo entri nell’orbita del nostro Pianeta. Eppure stavolta non si tratta di fantascienza né di una trovata buttata lì con leggerezza, quanto di un progetto pensato dai migliori scienziati cinesi nell’ottica di una sempre maggiore attenzione di Pechino alla difesa planetaria. A parlare dell’iniziativa nel dettaglio è stato il South China Morning Post, che ha spiegato sul suo sito il piano elaborato da un gruppo di ricercatori del China Rocket Research Institute di Pechino. Semplificando il più possibile, l’idea degli scienziati è quella di utilizzare due sonde diverse per far detonare l’asteroide: la prima avrebbe il compito di scavare un grande cratere, nel quale un secondo veicolo spaziale dovrebbe poi depositare la bomba nucleare necessaria a far esplodere dall’interno il corpo celeste. Chiaramente non si tratterebbe di uno scoppio di poco conto, anzi. I ricercatori di Pechino si spingono a prevedere un’esplosione di forza pari a tre megatoni, una forza pari a 200 bombe di Hiroshima. Le possibilità che il piano cinese debba essere messo in atto sono basse ma non così risibili come si potrebbe pensare. Già nel 2019, un asteroide di circa 130 metri di diametro è passato vicino alla Terra a una distanza di “appena” 72mila km, venendo rilevato dagli astronomi solo poco prima del suo massimo avvicinamento. Un segnale d’allarme che aveva spinto la Nasa a muoversi, operando il finora unico test reale di deviazione di un asteroide nel 2022. La missione DART (Double Asteroid Redirection Test) consisteva in una sonda spaziale che veniva fatta deliberatamente schiantare contro un asteroide, riuscendo a deviarne la velocità di circa 2,7 mm al secondo. Un buon risultato che però, secondo gli specialisti di Pechino, non sarebbe replicabile in caso di oggetti di dimensioni molto maggiori o avvistati con scarso preavviso. L’unico rimedio in quel caso resterebbe infatti l’esplosione nucleare in due fasi.

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