Ci sono voluti decenni di successi, un premio Oscar e più di cento film per scrollarsi di dosso l’ombra di una delle dinastie più potenti di Hollywood. Ma alla fine, Nicolas Cage ce l’ha fatta, anche sulla carta d’identità. Proprio in questi giorni, mentre debutta su Prime Video come protagonista dell’attesissima serie Spider-Noir (la sua prima in assoluto), l’attore ha rivelato un dettaglio che dice tutto sul suo bisogno di indipendenza: lo scorso anno ha cambiato legalmente il suo cognome, cancellando per sempre quel “Coppola” che si portava dietro dalla nascita. Una scelta che, in realtà, racconta una battaglia personale iniziata decenni fa.
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Figlio di August Coppola e nipote del leggendario Francis Ford Coppola, oltre che della star di Rocky Talia Shire, Cage ha sempre convissuto con il peso di un cognome ingombrante. Già agli inizi della sua carriera aveva deciso di abbandonare “Coppola” per evitare che il pubblico e Hollywood pensassero a lui come a un “raccomandato”. Ora, quella trasformazione è diventata definitiva. “Mi chiamo Nick Cage. Ho cambiato legalmente il mio nome l’anno scorso”, ha raccontato in un’intervista a Variety in occasione dell’uscita della serie. “Sono Nick Cage nella vita reale e sono Nick Cage anche davanti alla telecamera. Meglio essere il patriarca della mia piccola famiglia che il cugino pagliaccio ai margini di quella di qualcun altro”.
Anche la scelta del nome “Cage” non è casuale. L’attore ha spiegato di essersi ispirato a Luke Cage, il celebre supereroe Marvel, ma anche al compositore sperimentale John Cage, figura molto amata nell’ambiente artistico in cui è cresciuto. “Mi piaceva perché era breve, incisivo. Cercavo qualcosa come James Dean”, ha raccontato. Ha invece deciso di mantenere “Nicolas”, nonostante un piccolo fastidio che si porta dietro da sempre: “Mio padre me lo ha dato con la grafia francese e tutti continuano ad aggiungere una ‘h’”.
Dietro questa ricerca di indipendenza c’è anche un passato complicato. Dopo il divorzio dei genitori, da adolescente Cage visse per un anno con Francis Ford Coppola e sua moglie Eleanor nella Napa Valley. Un’esperienza che lui stesso, anni dopo, definì traumatica: “Era una casa meravigliosa, con persone meravigliose. Ma non era casa mia”. Fu proprio da quella frustrazione che nacque parte della sua ambizione. Cage raccontò di aver trasformato quel disagio in una forma di rivalsa personale, fissandosi obiettivi enormi, tra cui quello di comprare una grande casa a San Francisco, città dove avevano vissuto i suoi genitori. “E l’ho fatto”, ha raccontato. “Peccato che gran parte della mia ambizione sia stata alimentata dalla vendetta”.
Da lì è iniziata la carriera che tutti conosciamo e che l’ha portato a recitare in oltre cento film, dalle commedia romantiche (Stregata dalla luna, 1987, The Family Man, 2000) agli action (The Rock, 1996, Con Air, 1997, e Face/Off ), drammi da Premio Oscar (Via da Las Vegas, 1995) fino alle grandi saghe (Il mistero dei Templari, 2004, e Ghost Rider, 2007) e i film d’autore (Dream Scenario, 2023, Longlegs, 2024).
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