Le ultime cronache – anche turbolente, viste le notizie che riguardavano Mick Jagger – la vogliono a Stromboli per il suo film muto in bianco e nero ispirato al romanzo illustrato omonimo di Audrey Niffenegger, Le tre sorelle incestuose, ma Alice Rohrwacher sembra aver già ben chiaro in mente quale sarà il suo prossimo impegno. Anch’esso un adattamento, e da uno dei libri più amati della letteratura italiana, Il barone rampante di Italo Calvino.
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L’autore italiano, nato a Cuba, era già stato portato sullo schermo nel 1969 (nella versione animata di Il cavaliere inesistente diretto da Pino Zac) e nel 1970 (quando Giuseppe Bennati realizzò uno sceneggiato tv sui racconti di Marcovaldo), ma tanto l‘idea di base de I soliti ignoti quanto il Palookaville di Alan Taylor furono ispirate da dei racconti della raccolta Ultimo viene il corvo e l’episodio Renzo e Luciana di Boccaccio ’70 – poi soppresso nella copia presentata al Festival di Cannes – era tratto da L’avventura di due sposi (contenuto in Gli amori difficili) e sceneggiato dallo stesso Calvino.
Troppo poco per uno scrittore del suo livello, come avranno pensato anche la Rohrwacher – candidata all’Oscar 2023 nella categoria cortometraggi per Le pupille su Disney+ e l’anno scorso premiata dall’European Film Academy con l’European Achievement in World Cinema Award – e la coppia Mario Gianani e Lorenzo Mieli della casa di produzione Our Films.
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“Stiamo cercando di massimizzare lo spazio per i film d’autore“, aveva dichiarato Mieli a Deadline in occasione della presentazione del Fatherland di Paweł Pawlikowski, appena premiato per la miglior regia a Cannes 2026, con “l’obiettivo di raggiungere un pubblico specifico in ogni Paese“. “Dobbiamo trovare delle soluzioni – aveva aggiunto Gianani a proposito del realizzare film d’autore nell’attuale sistema cinematografico e distributivo. – Siamo pragmatici e troviamo soluzioni finanziarie, e con Mubi abbiamo inventato un modello che prima non esisteva“.
In collaborazione con Mubi, infatti, la Our Films punta a minimizzare i rischi coinvolgendo partner europei in grado di capitalizzare il progetto nei rispettivi territori (molti dei quali venduti da Match Factory di Mubi), come accaduto con il Cold War del 2018, che raccolse 4,8 milioni di dollari in Polonia, 4,5 negli States, 2,7 milioni in Francia, 1,5 milioni in Spagna e Regno Unito e 1,3 milioni in Italia , etc.
Mario Gianani e Lorenzo Mieli collaboreranno con Alice Rohrwacher, che adatterà e dirigerà la storia del piccolo Cosimo, giovane barone che vessato dalla sorella maggiore e stanco del proprio ruolo decide quindi di arrampicarsi su un albero e di non mettere mai più piede a terra.
L’articolo Il barone rampante per Alice Rohrwacher e i produttori di Fatherland proviene da Ciak Magazine.

