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Spielberg e la fantascienza: evasione o impegno?

28/05/2026 | Ciak Magazine

È in uscita, l‘undici giugno, l’ultimo film del Maestro Steven Spielberg  dal titolo Disclosure Day, che vede protagoniste Emily Blunt che in questi giorni è nelle sale anche con il Diavolo veste Prada 2 (2026, USA, regia di David Frankel). Il film, che dal trailer sembra essere molto spettacolare, vede la protagonista nelle vesti di una meteorologa che in diretta televisiva inizia a parlare una lingua aliena, richiamando l’attenzione di tutti gli extraterrestri che già da tempo vivono sulla Terra.

La carriera di Spielberg è ricca di film (trentasei, quasi tutti campione d’incassi al botteghino), tanto che per i cinefili non è necessario fare una lista onnicomprensiva di titoli. È un Maestro riconosciuto sia del cinema d’evasione: Lo squalo (1975, USA), E.T. Extra terrestre (1982, USA), Indiana Jones (1984); sia del cinema d’impegno: Il colore viola (1985, USA), Schindler’s List (1993, USA), Munich  (2005). 

Rispetto  a ciò che sta succedendo negli Stati Uniti oggi, rispetto alla politica di Trump, rispetto alle guerre in corso nel mondo è importante capire se uno dei migliori registi di Hollywood abbia scelto l’impegno o l’evasione. 

Per noi europei il cinema d’oltreoceano è sempre stato in grado di creare anticorpi alle derive politiche- sociali che il popolo americano ha insite in sé.

Film come Tutti gli uomini del presidente (1976, USA, regia di Alan J. Pakula,  con Dustin Hoffman e Robert Redford), sul caso Watergate che costrinse alle dimissioni nel 1974 il presidente Richard Nixon, o come Il Cacciatore (1978, USA, regia di Micheal Cimmino, con Robert De Niro e MerYl Streep), Good Mornig Vietnam (1987, USA, regia di Barry Levinson con Robin Williams  e Forest Whitaker), Platoon (1986, USA, regia di Olver Stone con Charlie Sheen e William Defoe) che resero coscienti gli americani di aver combattuto in Vietnam una guerra sbagliata o come, in tempi più recenti , Il caso Soptlight (2015, USA, regia di Tom Mc Carthy, con Mark Ruffalo e Michela Keaton) che denunciava la pedofilia del clero di Chicago. sono stati un baluardo di democrazia. 

Per gli artisti, soprattutto per gli artisti della caratura di Spielberg, quelli che stiamo vivendo non sembrano essere tempi di disimpegno, chissà forse vedendo Diccloure Day, potremmo pensare che le persone che governano il mondo siano extraterrestri che da anni convivono con gli umani. Se così fosse molti nodi verrebbero al pettine, si troverebbe la quadra per sbrogliare e comprendere il caos che ci circonda. 

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