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Come cambierà l’ex Ansaldo di Milano, tra Rainbow Center e depositi aperti

7/01/2026 | Exibart

La Giunta comunale di Milano ha recentemente approvato il masterplan di riqualificazione dell’ex complesso industriale Ansaldo: l’area compresa tra via Bergognone, via Tortona, via Stendhal e via Savona, acquisita dal Comune nel 1989, si prepara così a una nuova fase di sviluppo, che riguarderà l’architettura e le funzioni urbane ma anche le modalità attraverso cui la città immagina i propri spazi culturali come infrastrutture sociali.

Costruito tra il 1904 e il 1923 per assemblare treni, tram, carrozze ferroviarie e meccanica pesante, quindi dismesso tra gli anni ‘70 e ‘80, all’alba della rivoluzione industriale milanese, il complesso dell’ex Ansaldo si è rigenerato come un’araba fenice e oggi è uno dei poli più frequentati del panorama cittadino. Ospita infatti il MUDEC, il Museo Delle Culture griffato dall’archistar David Chipperfield, BASE Milano, i laboratori del Teatro alla Scala, il laboratorio delle Marionette Colla e il Museo del Teatro di Figura. Il nuovo masterplan interviene su questo ecosistema stratificato, accompagnando una fase di redistribuzione degli spazi che si renderà necessaria con il trasferimento dei laboratori della Scala nel quartiere Rubattino, all’interno della futura Magnifica Fabbrica, e con il rinnovo della concessione del MUDEC, in scadenza nel 2027.

Il documento approvato recepisce l’ipotesi progettuale preliminare presentata da OXA impresa sociale, società di scopo che porta avanti il progetto BASE Milano, per l’avvio di un partenariato speciale pubblico-privato. Il piano prevede la ristrutturazione di due immobili oggi utilizzati come depositi da diverse direzioni comunali e la loro valorizzazione e gestione fino al 2055. L’obiettivo è ampliare e articolare ulteriormente l’offerta socio-culturale dell’area, con l’insediamento di nuove funzioni: spazi di coworking, laboratori, bookshop, bar, ambienti per performance ed esposizioni, oltre a un orto e a un giardino d’inverno e a spazi dedicati allo sport.

«Gli spazi di BASE, come incubatore di imprese creative e idee innovative – sono frutto di un grande lavoro di coprogettazione il cui punto di forza sono sempre state le partnership tra Assessorati, Fondazioni, realtà associative, il Municipio, operatori di Zona Tortona e varie organizzazioni che hanno permesso nel tempo al sito di diventare punto di riferimento di eventi sia temporanei che stabili, preziosi e rilevanti per la città. Abbiamo sempre detto che con il tempo avrebbe ampliato il suo campo d’azione a nuovi ambiti, com’è nella sua vocazione innovativa e inclusiva e oggi siamo pronti per farlo», ha affermato l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, Alessia Cappello.

Un passaggio significativo del masterplan dell’ex Ansaldo di Milano riguarda l’insediamento del Rainbow Center, centro polifunzionale dedicato all’accoglienza, all’ascolto e al sostegno sulle tematiche LGBTQIA+. Il nuovo spazio ospiterà servizi di orientamento, attività culturali, iniziative di prevenzione e contrasto alle discriminazioni, oltre a funzioni di consulenza legale per le vittime di reati d’odio di matrice omotransfobica.

Parallelamente, negli spazi liberati dal trasferimento dei laboratori del Teatro alla Scala prenderà forma il progetto dei depositi-museo, pensato per rendere accessibile al pubblico una parte rilevante del patrimonio artistico oggi custodito nei depositi dei musei civici. Non solo luoghi di conservazione ma ambienti di ricerca, studio e restauro, in linea con una tendenza internazionale che mira a superare la separazione tra esposizione e backstage museale, trasformando anche la conservazione in una esperienza condivisa – e potenzialmente bigliettabile.

«Il compendio dell’ex Ansaldo si conferma come uno dei luoghi più dinamici della trasformazione socioculturale di Milano», ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. «Con il progetto dei depositi-museo e con l’insediamento del Rainbow Center rafforziamo la sua vocazione di spazio aperto e accessibile in cui si intrecciano cultura, diritti, inclusione e innovazione. Mettere a disposizione del pubblico il patrimonio oggi custodito nei depositi comunali significa valorizzare la memoria collettiva della città, mentre la riqualificazione di nuovi spazi per attività culturali e creative consolida il ruolo di quest’area come laboratorio urbano capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni».

La proposta progettuale sarà ora oggetto di un avviso pubblico, pensato per raccogliere eventuali progetti alternativi o complementari, prima dell’avvio della fase negoziale.

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