Nvidia sta portando la tecnologia G-Sync Pulsar sui
primi monitor gaming destinati al mercato consumer, con l’obiettivo
dichiarato di ridurre il motion blur fino a un livello che l’azienda
definisce vicino ai limiti della retina umana. I primi quattro modelli in
arrivo in commercio sono Acer Predator XB273U F5, AOC AGON PRO
AG276QSG2, Asus ROG Strix Pulsar XG27AQNGV e MSI MPG 272QRF X36 e
condividono la stessa base tecnica: pannello IPS da 27 pollici con
risoluzione 2560×1440 e refresh rate fino a 360 Hz. Nvidia descrive il
risultato come una “nitidezza di movimento effettiva” paragonabile a
quella di un ipotetico monitor a 1.000 Hz, pur partendo da un
refresh reale di 360 Hz.

G-Sync Pulsar, già
annunciato in occasione dell’edizione 2024 del CES di Las Vegas,
nasce dall’evoluzione delle tecniche di riduzione del motion blur basate
sulla retroilluminazione ad impulsi, già viste con soluzioni come
Ultra Low Motion Blur, ma estese ora al funzionamento con refresh
variabile (VRR) senza introdurre fenomeni di sfarfallio evidente. Il cuore
del sistema è uno schema di scansione “rolling scan” che divide la
retroilluminazione in più sezioni orizzontali e le attiva in sequenza
dall’alto verso il basso, in sincronia con la scansione del frame sul
pannello. In questo modo i pixel hanno il tempo di completare la
transizione cromatica prima che la sezione di retroilluminazione
corrispondente venga accesa, riducendo sia il blur dovuto alla risposta
del pannello sia la persistenza dell’immagine sull’occhio dell’utente.
Nvidia spiega che con Pulsar ogni frame rimane visibile solo per circa
il 25% del tempo di refresh, con un tempo di “object hold” quattro
volte inferiore rispetto a un monitor tradizionale a parità di frequenza.
Da qui deriva il concetto di “motion clarity effettiva” quadrupla: a 250
fps, la percezione della nitidezza in movimento viene equiparata a quella
di un monitor teorico a 1.000 Hz che lavora a 1.000 fps. La novità
rispetto alle precedenti implementazioni ULMB è che il pattern di
impulsi viene adattato in tempo reale al refresh variabile tipico del
G-Sync, evitando i forti artefatti di flicker che avevano limitato
l’uso con VRR.
Nvidia associa a Pulsar tre pilastri tecnici: la scansione a rullo della
retroilluminazione (Rolling Scan), la compensazione tramite impulsi di
backlight (Compensation Pulse) e un sistema di overdrive variabile G-Sync
ottimizzato per i cambi di refresh. La retroilluminazione è suddivisa in
più “stripe” orizzontali indipendenti, fino a dieci secondo quanto indicato
dalla documentazione tecnica, che vengono attivate come un’onda che segue
la scansione del pannello, con un controllo puntuale sul momento in cui i
pixel vengono illuminati. L’obiettivo è ridurre la sovrapposizione tra
frame consecutivi e quindi il trascinamento dell’immagine percepito
dall’utente durante i movimenti rapidi tipici del gaming competitivo.
Nvidia posiziona G-Sync Pulsar come tecnologia indirizzata soprattutto al
pubblico esport e agli utenti che inseguono refresh elevati e massima
chiarezza di movimento, partendo dai nuovi 27″ QHD a 360 Hz per poi
estendersi ad altre diagonali e combinazioni di risoluzione e frequenza
nei prossimi prodotti annunciati dai partner.

