
Sono passati tanti anni, ma l’episodio me lo ricordo bene. Mi trovavo a svolgere un corso di formazione per dei giovani addetti di una piattaforma di trading on line: si trattava di approfondire gli aspetti tecnici del funzionamento dei mercati, con particolare riguardo all’operatività in derivati. Vista la complessità di alcune pratiche, chiesi incuriosito ad uno dei responsabili chi fossero mai i clienti della piattaforma.
La risposta mi colpì non poco: a parte alcuni trader incalliti, capaci di navigare le alterne vicende dei mercati, la maggioranza della clientela era composta da soggetti eterogenei. Casalinghe disperate, studenti annoiati, piccoli imprenditori, impiegati, artigiani, e persino operai che, spesso, inserivano gli ordini al mattino prima di andare al lavoro per poi chiuderli durante la fase di after hours serale. I più investivano in piattaforma un ammontare di qualche migliaio di euro, che poi pian piano si esauriva a seguito delle ripetute perdite. Quasi nessuno era mai diventato ricco (se non gli stessi proprietari della piattaforma). La domanda sorge allora spontanea: è veramente così difficile guadagnare comprando e vendendo titoli in Borsa?
La dura realtà del trading
A vedere gli insistenti inserti pubblicitari che sedicenti guru della finanza propongono sui social la risposta dovrebbe essere un secco “no”. Con pochi click, e magari pagando una piccola fee, o partecipando ad un corso a pagamento, chiunque sembrerebbe essere in grado di accedere a potenti algoritmi, formule magiche di valutazione delle azioni, raffinate strategie in opzioni. Ma, evidentemente, le vere difficoltà sorgono dopo il primo passo, cioè appena presa la decisione, da parte di un investitore privato, di iniziare la carriera di trader.
Per prima cosa, il fattore tempo: per quanto se ne dica, crearsi una adeguata competenza in merito al funzionamento dei mercati e alle caratteristiche tecniche degli strumenti finanziari non è semplice. Occorre studiare, e non poco. E poi bisogna seguire i mercati, o comunque tenere sotto controllo gli investimenti fatti, anche se effettuati tramite sistemi di trading automatici. Un vero e proprio lavoro, nonostante il supporto che potrebbe eventualmente dare l’intelligenza artificiale.
Il secondo aspetto attiene al capitale a disposizione per iniziare la carriera: se parto con 10.000 euro, ad esempio, le possibilità di vivere di rendita con il trading diventano molto limitate. Ipotizzando che il mio obiettivo sia quello di portarmi a casa 1.500 euro al mese, il mio capitale dovrebbe quasi triplicarsi durante l’anno per produrre una plusvalenza totale di 18.000 euro. E l’anno dopo dovrei ripartire dallo stesso capitale e riprodurre la stessa performance (che mi vada sempre così bene?). Se invece aggiungiamo uno zero al capitale investito (100.000 euro), allora mi basterebbe (si fa per dire) una performance del 18% annuo.
E se invece partissi con 1.000.000 di euro?
Beh, a quel punto mi basterebbe un BTP e probabilmente mi interesserebbe ben poco di fare trading. Più facile pensare, allora, che il trading mi possa eventualmente aiutare a incrementare il mio capitale nel corso del tempo, senza però pensare di sfruttarne gli eventuali guadagni come fonte di sostentamento; detto in altro modo, ho un reddito da lavoro (o altre entrate) che soddisfano pienamente il mio tenore di vita, e con il trading cerco/penso di accumulare ulteriore denaro. In pratica, roba da ricchi, cioè da chi è già ricco e può permettersi di utilizzare una parte del proprio patrimonio per finalità anche ludiche.
Per chi non è ricco, invece, la creazione di un capitale iniziale da investire è in realtà la prima esigenza. E tale esigenza può essere soddisfatta in due modi: o guadagni di più con il tuo lavoro, se ti è possibile, potendo così risparmiare di più; o risparmi di più, a parità di entrate, consumando di meno (fattibile per tutti). Se poi riesci ad accumulare un primo gruzzoletto di una certa consistenza il consiglio è di rivolgerti ad un buon consulente, così da farlo ulteriormente crescere. Se arrivi ad averne veramente tanti …. allora puoi far trading quanto vuoi. Buona fortuna.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di dicembre 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.

