Tutte le notizie dall’Italia e dal mondo in un click. Sfoglia le ultime news e crea la tua rassegna stampa personale

Italia Life 24

Tutte le notizie dall’Italia e dal mondo in un click. Sfoglia le ultime news e crea la tua rassegna stampa personale

L’emozionante omaggio di Riccardo Muti a Vittorio Gui al Maggio

21/12/2025 | Rivista Musica

Foto: Michele Monasta

SCHUBERT Sinfonia n. 8 in si minore D 759 “Incompiuta” CHERUBINI Requiem in do minoreOrchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, direttore Riccardo Muti

Firenze, Teatro del Maggio Fiorentino, 19 dicembre 2025

Il 16 ottobre del 1975 si spegneva a novant’anni nella sua villa fiesolana Vittorio Gui. Erano trascorsi appena dieci giorni dall’ultimo concerto al Comunale del direttore che nel lontano 1928 aveva fondato la Stabile Orchestrale Fiorentina e cinque anni dopo era stato fra i principali artefici della nascita del festival dal quale poi l’orchestra e il teatro avrebbero preso il loro nome definitivo. Nella ricorrenza del 50° anniversario della morte il Teatro del Maggio ne ha onorato la memoria con un attesissimo concerto diretto da Riccardo Muti collocato al centro di due intense giornate di studi. Un convegno dal titolo “Servire l’arte: una questione morale” organizzato in collaborazione con l’Università di Firenze e la Fondazione Rossini di Pesaro, coinvolgendo così le due città che oggi custodiscono il lascito di Gui — Firenze le carte e gli epistolari e Pesaro le partiture. Nella giornata fiorentina all’Università si sono susseguiti interventi di Mila De Santis, Valentina Zappacenere, Manuel Rossi e Virgilio Bernardoni coordinati da Antonella D’Ovidio e al teatro di Giancarlo Landini, Alessandro Zignani e Harvey Sachs coordinati da Giovanni Vitali, mentre il pomeriggio del giorno seguente al Museo Rossini di Pesaro si sono avuti i contributi di Emilio Sala, Marco Beghelli, Gabriele D’Aprile e Álvaro Portillo coordinati da Ilaria Narici.

Momento culminante il concerto, tenuto nella sala grande del teatro da più di un anno esaurita in ogni ordine di posto, ha rinnovato l’atmosfera di eccitazione e di entusiasmo che puntualmente correda ogni ritorno di Muti a Firenze. Il bellissimo programma accostava due pagine da tempo ricorrenti nei suoi programmi ma che ogni volta hanno la capacità di rivelare sfumature nuove e dettagli precedentemente inosservati. Così la Sinfonia Incompiuta di Schubert fin dal livido tema introduttivo si è dipanata con impressionante scavo espressivo e varietà di piani dinamici, abbinando un Allegro moderato più del consueto disteso e ampiamente fraseggiato, senza per questo perdere la sua tensione febbrile, e per contro un Andante con moto particolarmente mosso nella pur avvolgente e delicatissima cantabilità. Indimenticabile il pathos conferito allo sviluppo del primo movimento, nel dilatare fino allo spasimo la spirale allucinata sulle prime note del motto iniziale contro il tenebroso tremolo dei contrabbassi, come pure l’infinita malinconia distillata nella seconda sezione dell’Andante dal dialogo fra oboe e clarinetto, mai così impalpabile e struggente, con il concorso di un’Orchestra del Maggio in stato di grazia, capace di esprimere una rotondità di suono e una trasparenza degne dei migliori complessi internazionali.

Se curiosamente questa era la prima volta che Muti dirigeva l’Incompiuta a Firenze, per il Requiem in do minore di Cherubini l’unico precedente risale al concerto che nel 1982 inaugurò il 45° Maggio. Un capolavoro del quale Muti oggi più che mai può essere considerato interprete insuperato e probabilmente insuperabile nel conciliare la severa compostezza formale del maestoso sbalzo architettonico con una bruciante tensione drammatica, senza la minima indulgenza agli effetti di un’esteriore teatralità. A definire la cifra espressiva luttuosa già provvedono i cupi impasti di fagotti e violoncelli nelle prime battute dell’Introitus e le cure minuziose riservate alla sommessa declamazione del coro, un colore scuro e velato che si mantiene nella raccolta parentesi del Graduale e perfino nell’ampia e variamente articolata sezione del Dies irae,dove nessuno come Muti ha mai saputo conferire tanta devastante frenesia alle rapinose fiammate dei violini, sia pure in un pianissimo al limite dell’udibile. La grandiosa fuga che nell’Offertorium circoscrive l’episodio dell’Hostias viene spogliata nel suo fiero vigore da ogni pomposo accademismo e la sfolgorante affermazione del Sanctus si oppone al ritorno di abissale cupezza del Pie Jesu. È però il grandissimo Agnus Dei a suscitare l’emozione più intensa in questa mirabile esecuzione e soprattutto la spossata rassegnazione delle sue ultime battute che si snodano sul tetro panorama di una valle di lacrime, appena rischiarata dall’improvvisa comparsa del modo maggiore. Anche in questo caso è risultata pregevole in ogni settore la prova dell’orchestra ma a calamitare l’attenzione erano qui soprattutto il nitore di articolazione e la corposa morbidezza di impasti del coro istruito da Lorenzo Fratini, diventato nelle mani di Muti uno strumento impareggiabile per illustrare le minuziose corrispondenze fra suoni e significato delle parole. Quasi superfluo riferire delle ovazioni che si sono a lungo scatenate dopo l’ultimo accordo finché Muti non ha fatto cenno di voler parlare, quasi a riprendere il filo del discorso dall’ultima sua presenza a Firenze e, fra il ricordo dei preziosi incontri giovanili con Gui, le parole di stima e di affetto rivolte ai complessi del Maggio e le frecciate sarcastiche nei confronti di certo malcostume dilagante nelle consuetudini attuali del mondo musicale, la serata si è chiusa con un ultimatum minaccioso: “Non tornerò più se questo teatro non sarà dedicato a Vittorio Gui!”.  Perentoria richiesta che, a differenza di quella già più volte espressa in passato di traslare le spoglie di Cherubini da Parigi in Santa Croce, sembra possa essere presa davvero in seria considerazione.

Giuseppe Rossi

The post L’emozionante omaggio di Riccardo Muti a Vittorio Gui al Maggio first appeared on Rivista Musica.

Close Popup

Utilizziamo solo i nostri cookie e quelli di terze parti per migliorare la qualità della navigazione, per offrire contenuti personalizzati, per elaborare statistiche, per fornirti pubblicità in linea con le tue preferenze e agevolare la tua esperienza sui social network. Cliccando su accetta, consenti l'utilizzo di questi cookie.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.


AWSELBCORS
Registra quale server-cluster sta servendo il visitatore. Questo è usato nel contesto del bilanciamento del carico, al fine di ottimizzare l'esperienza dell'utente. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: Sessione
  • www.nativery.com

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings