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Steelseries Arctis Nova 7 Wireless Gen2 – Recensione

17/12/2025 | The Games Machine

Steelseries rinnova la sua linea di cuffie Nova 7, dalle caratteristiche vincenti e dal prezzo convincente.

Innanzitutto una precisazione: questa recensione non tratta soltanto soltanto un paio di cuffie, ma ben tre modelli dalle caratteristiche tecniche molto simili tra loro, che si differenziano soltanto per la piattaforma di gioco a cui sono rivolti.

TRE MODELLI PER TRE PIATTAFORME

La Nova 7 Gen2 è quella “universale/per PC”, la 7X quella per Xbox Series dotata di un apposito chip per la connessione all’ecosistema Microsoft, e la 7P quella “ottimizzata” per PlayStation 5. Dal punto di vista costruttivo ed estetico, invece, sono praticamente identiche. Ecco qua una tabella riassuntiva:

In linea generale, dunque, Steelseries ha costruito una ‘base’ comune, compatibile con il maggior numero di sorgenti possibili, e l’ha ‘personalizzata’ in tre modelli diversi, cambiando solo l’indispensabile per massimizzare la compatibilità con specifiche piattaforme: sistema di collegamento e di mixing tra l’audio dei giochi e quello del sistema di chat. Quello che diremo della Arctis Nova 7 Gen2, quindi, vale anche per gli altri due modelli 7X e 7P, con i dovuti adattamenti di cui sopra.

UN INEVITABILE REFRESH TECNOLOGICO

La storia delle cuffie Steelseries Arctis Nova 7 comincia due anni fa, quando la prima generazione del prodotto esce sul mercato. Si distinguono subito per l’aspetto semplice ed elegante, per l’originale sistema di regolazione dell’appoggio a sospensione, per la lunga durata delle batterie e per la notevole qualità dell’audio, capace di coniugare i bassi morbidi con l’estrema precisione delle frequenze medioalte. Il tutto a un prezzo piuttosto elevato, perché 200 euro sono pur sempre 200 euro, ma come ben sappiamo la qualità si paga, e di certo la materia non mancava.

La durata delle batterie passa da 54 a 42 o 38 ore, a seconda del protocollo wireless utilizzato

Di passaparola in passaparola, di recensione in recensione, le Arctis Nova 7 si sono guadagnate un’ottima reputazione, e dopo due anni l’azienda danese ha deciso di dare una bella rinfrescata ai suoi prodotti, mantenendone invariata la qualità audio, l’ottimo design e il sistema di trasmissione wireless, ma agendo su due aspetti specifici: la banda in tessuto elasticizzato che entra in contatto diretto coi capelli e l’autonomia delle batterie, estesa fino a ben 54 ore usando unicamente il dongle wi-fi a 2,4 GHz fornito in dotazione. La durata si riduce rispettivamente a 42 ore usando la connessione Bluetooth e a 38 ore mantenendo attivi entrambi i canali di comunicazione, opzione molto utile perché permette di giocare e, contemporaneamente, di ricevere telefonate con un solo apparecchio (senza imbarazzanti interferenze: quando si avvia una chiamata tramite Bluetooth, il microfono per la chat di gioco viene disattivato). Le cuffie pesano 331 grammi e non includono parti di ricambio come cuscinetti in finta pelle o altro, tuttavia è possibile montare accessori separati come delle ‘skin’ esterne per i padiglioni auricolari e bande di sospensione colorate. Non prevedono, tuttavia, led RGB per l’illuminazione.

COMANDI SEMPLICI ED ERGONOMICI

Uno degli aspetti migliori di queste cuffie è sicuramente la completezza dei suoi comandi. Sul padiglione sinistro troviamo il connettore per il cavo jack da 3,5”, grazie al quale è possibile collegare le Arctis Nova 7 a un’infinità di sorgenti stereofoniche di ogni età e generazione, il microfono retrattile a scomparsa con relativo pulsante di esclusione e, infine, una rotella per il volume, molto comoda quando non si hanno altri mezzi a portata di mano per regolarlo diversamente.

Il padiglione destro presenta invece la porta USB di tipo C, il regolatore del bilanciamento “ChatMix” tra l’audio principale (game) e il sistema di chat. Più in alto troviamo anche due pulsanti dotati di spie luminose: il tasto d’accensione e quello che permette di gestire la connessione Bluetooth (sull’Arctis Nova 7P, invece, la ghiera ChatMix serve a regolare il sidetone – monitoraggio del microfono). Ogni ordine impartito alle cuffie tramite i pulsanti restituisce un beep negli auricolari, per cui possiamo essere certi che il comando è arrivato. Tutti i pulsanti e i sistemi di regolazione sono posizionati in modo che si raggiungano facilmente col pollice delle due mani, ma in tutta onestà ci vuole un po’ di tempo per imparare a raggiungerli, e soprattutto distinguerli, coi polpastrelli. A tale proposito, va detto che il pulsante d’accensione dispone di un punto sollevato, utile non solo a chi abbia problemi di vista.


Il collegamento principale avviene per mezzo del dongle USB-C fornito in dotazione, compatibile con qualsiasi dispositivo dotato di una porta del genere (PC, console, telefono cellulare…) ed è verosimilmente lui a occuparsi della decodifica e della trasmissione dell’audio. Non c’è infatti modo di trasmetterlo direttamente alle cuffie con un cavo USB, neanche con quello in dotazione, che serve soltanto per la ricarica delle batterie. Nella scatola troviamo anche una prolunga da USB-A a USB-C che svolge anche la funzione di convertitore, se nel PC non abbiamo una porta libera di quel tipo.


UN GRANDE SOFTWARE DI ACCOMPAGNAMENTO

L’aspetto forse più interessante e inatteso, almeno per chi non conosce ancora il marchio Steelseries, è il software a corredo. Come ormai da prassi, dobbiamo scaricarlo da Internet, ma l’operazione è molto semplice grazie alle chiare indicazioni fornite dal produttore.

Queste cuffie sono molto comode da indossare, ma scuotendo il capo potrebbero cadere a terra

La suite si compone di due programmi principali, GG (che sta per Gaming Gear) e la “companion app” per telefoni iOS e Android, Arctis. Entrambe permettono di applicare rapidamente dei preset di equalizzazione alle cuffie e la seconda, in particolare, può rivelarsi molto pratica da usare se il PC è già impegnato in una sessione di gioco che non si vuole interrompere, neanche per un momento. Il setup dell’app per Android è piuttosto bizzarro: la comunicazione con la cuffia può avvenire anche per mezzo del dongle USB, ma perché la medesima sia associata al dispositivo è comunque necessario attivare il protocollo Bluetooth su telefono e cuffie. A quel punto, tanto varrebbe usare il Bluetooth e basta.

Le cose si fanno più interessanti su PC, dove il programma GG si estende su più moduli dalle funzioni più diverse. Sonar è probabilmente la parte più flessibile e divertente, dato che permette di selezionare e modificare i profili (ce ne solno circa 300 a disposizione, ognuno per un gioco diverso, con l’obiettivo di rendere più udibili suoni come i passi dei nemici), bilanciare il volume tra gioco, chat e applicazioni e, per chi vuole essere davvero pro, attivare una modalità streaming con cui gestire l’audio durante le trasmissioni.

Va detto, doverosamente, che Sonar non è propriamente intuitivo da configurare, soprattutto in modalità streaming, perché bisogna comprendere concetti come il routing dei segnali audio, ma non occorre studiare poi molto per imparare a usarlo.


Moments è un modulo che permette di registrare, modificare e catalogare brevi video durante l’azione di gioco, per poi renderli pronti alla condivisione sulle più popolari piattaforme di streaming. Engine è la parte che si occupa della parte più ‘tecnica’ della riproduzione: equalizzazione, virtual surround, enfasi dei bassi, gestione del microfono. Non ci sono opzioni per l’illuminazione dato che le cuffie non prevedono LED RGB di alcun genere, eccetto quello rosso che si accende quando escludiamo il microfono. Non strettamente legato alle cuffie, ma comunque è giusto citarlo, c’è infine il modulo 3D Aim Trainer, una raccolta di esercizi di puntamento in ambito gaming che volendo potremmo paragonare a una “palestra per la mira”. L’utility permette anche di memorizzare sensibilità del mouse e campo visivo per gli eSport più noti.

IL MICROFONO

Il microfono a scomparsa è uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato di queste cuffie. Quando non lo dobbiamo usare, entra nella sua ‘tana’ ma resta attivo e disponibile, per cui possiamo usarlo in ogni momento. Di default, le cuffie restituiscono un sidetone a basso volume di quanto percepito dal microfono, per cui possiamo sentire quello che ci viene detto anche mentre le indossiamo. Questo ‘rientro’ si può disattivare del tutto o enfatizzare a piacimento.

Una volta estratto, il braccino del microfono è flessibile e orientabile liberamente, il che ci permette trasmettere la nostra voce con grande chiarezza. È dotato di cancellazione del rumore e ha una risposta in frequenza che va dai 100 Hz ai 7 KHz. Tenendo attivo il sidetone nel silenzio generale, tuttavia, ci stupiremo della sua capacità di captare anche i suoni più lontani, e normalmente ininfluenti, come le vibrazioni delle molle dei pulsanti della tastiera durante la digitazione, i motori degli automezzi vicini o addirittura il trillo del citofono nell’appartamento accanto al nostro, enfatizzandoli con chiarezza. Ovviamente, se non volete sentire questo genere di feedback, basta disattivare il sidetone via software.

CONCLUSIONI

Ho voluto provare queste cuffie in lungo e in largo prima di scrivere questo articolo e, devo ammetterlo, mi hanno davvero impressionato. Sono efficienti, piuttosto leggere, ottimali per qualunque impiego e molto comode da indossare. L’unico difetto che hanno, ereditato dalla prima generazione di cui seguono pedissequamente il design, è la possibilità che cadano scuotendo il capo in avanti, ma basta regolarle bene perché non accada. Il loro costo è piuttosto imporante (199 euro), ma in questi giorni sono in offerta a 159 euro, un prezzo decisamente più congruo e appetibile.

Voto: 9.2

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