Maurizio Teti e Chicco Di Pasquale si regalano e ci regalano una degustazione “orizzontale” dell’annata 2005, che ripercorre la visione originaria della manifestazione, nata dalla passione comune per il vino e dalla scommessa tra i due vecchi amici.

Vitigno Italia ha accompagnato la crescita del vino campano nel corso degli anni e ha affiancato la città di Napoli nel suo nuovo ruolo di capitale dell’accoglienza, della gastronomia e dell’autenticità.
“È un momento molto emozionante. Tante persone e tante aziende ci sono state accanto per anni e questo anniversario è anche loro”, hanno ricordato gli organizzatori aprendo l’evento insieme agli altri protagonisti che hanno contribuito alla nascita del progetto. Un messaggio ribadito con forza: in un mondo che per lungo tempo ha premiato modelli internazionali, l’Italia possiede una ricchezza unica, oggi ancora più riconosciuta, fatta di varietà, storia e legame con i luoghi.
L’evento
Occhi puntati quindi sulla degustazione “nel tempo” guidata da giornalisti, sommelier e rappresentanti istituzionali: Chiara Giorleo wine writer e blogger, Tommaso Luongo presidente Ais Campania, Luciano Pignataro giornalista e scrittore, Adele Granieri wine writer e Luciano D’Aponte responsabile della promozione agroalimentare della Regione Campania, presente fin dalla prima edizione.
La scelta delle etichette ha voluto mettere in luce un tema sempre più attuale: la longevità dei bianchi campani, spesso interpretati in chiave immediata ma capaci, se pensati per durare, di regalare complessità e profondità anche a distanza di molti anni.
Il percorso nei calici ha disegnato una vera mappa regionale: dal Vesuvio al Cilento, passando per la Costiera Amalfitana, soffermandosi nel Sannio, per giungere all’Irpinia, finendo al Casertano. Nell’attesa di Vitigno Italia 2026 che si terrà sempre a Napoli dal 17 al 19 maggio, alla Stazione Marittima, i vini bianchi e rossi in degustazione hanno raccontato la Campania attraverso il suolo, il clima e le scelte produttive: dalla matrice vulcanica e marina del Vesuvio, all’espressione più appenninica del Cilento, passando per la viticoltura eroica della Costiera.

La degustazione
Vigna del vulcano Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Doc 2005
Villa Dora
Uve: caprettone 80%, falanghina 20%
Color oro luminoso e denso, attraversato da sfumature verdi. Si offre al naso con un profilo marino oltre che vulcanico, ricco di frutta matura a polpa gialla e burro salato. Al sorso esprime grande eleganza, freschezza e persistenza, tracciate da una vivida scia di sale.
Pietra Incatenata Paestum Igt 2005
Luigi Maffini
Uve: fiano
Giallo oro antico, intenso e vitale. Naso ricco ancora di frutto integro e impreziosito da spezie allo stesso tempo eleganti e pungenti. Equilibrato e potente al palato, dove si dimostra dinamico e dotato di notevole progressione.

Fior d’uva Furore Bianco Costa d’Amalfi Doc 2005
Marisa Cuomo
Uve: ripoli 40%, fenile 30%, ginestra 30%
Colore dell’ambra, limpido e netto. Il naso è colto sin da subito da percezioni di frutta matura e macchia mediterranea, avvolte in un abbraccio fumé vagamente speziato. In bocca è ancora fresco e solido, attraversato da una ventata salina.
Facetus Taburno Falanghina del Sannio Dop 2005
Fontanavecchia
Uve: falanghina
Ambra carico con sfumature arancio. Spazia agevolmente dai riconoscimenti di frutta matura anche secca, al miele, a note pasticcere, portando sempre con sé un richiamo salmastro. La bocca è calda e potente, senza perdere in freschezza e sapidità.
Vigna Quintodecimo Taurasi Riserva Docg 2005
Quintodecimo
Uve: aglianico
Rosso granato con sfumature aranciate, quasi ruggine. Parte subito con un caleidoscopio di frutti rossi e neri sotto spirito, al quale si uniscono fiori, spezie e spunti balsamici. La bocca è accarezzata da un tocco vellutato di tannino e da una bella acidità che allieta ancora il sorso.
Pago dei Fusi Taurasi Docg 2005
Terredora Di Paolo
Uve: aglianico
Rosso granato con tracce tenui d’arancio. Il naso viene colto immediatamente da una ventata di freschezza di frutti rossi e neri, racchiusi in speziature dolci e balsamiche, nonché tostature aromatiche. Il sorso, accolto da un tannino educato, è fresco e vibrante nel finale.
Camarato Falerno del Massico Rosso Docg 2005
Villa Matilde
Uve: aglianico 80%, piedirosso 20%
Color rosso mattone con un piccolo tratto d’arancio. Si presenta al naso con una netta percezione di frutti neri in confettura e anche sotto spirito, richiami di torrefazione e tratti balsamici. La bocca è integra, sorretta da un tannino ancora esuberante, seppur mitigato da una intramontabile acidità.
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