
7 dicembre 2025
Dopo i concerti itineranti estivi nei borghi del Salento e il suggestivo evento all’alba con Brunori SAS a San Cataldo, venerdì 28 novembre al Museo Castromediano di Lecce, il Locomotive Jazz Festival diretto dal sassofonista pugliese Raffaele Casarano, che quest’anno festeggia la sua ventesima edizione, ha inaugurato il suo cartellone indoor.
Fabrizio Bosso, Julian Oliver Mazzariello, Dardust, Ivan Segreto, Danilo Rea, Mario Venuti e Sarah Jane Morris sono solo alcuni dei nomi che animano il programma autunnale della manifestazione che, oltre alla presenza di grandi nomi della musica italiana, si caratterizza per una particolare attenzione al territorio e ad alcuni tra i suoi luoghi più rappresentativi.
Il Teatro Apollo, il Museo Sigismondo Castromediano, la Comunità Emmanuel e una scuola della provincia di Lecce sono le tappe di un viaggio intenso e affascinante con al centro la musica che abbatte ogni confine e invade con la sua bellezza ogni spazio possibile. Un’esperienza sicuramente preziosa per i giovani talenti, ma anche per il pubblico che avrà la possibilità di scoprire i futuri nomi della scena italiana di ricerca.
E proprio “ricerca” è la parola che meglio definisce un programma eterogeneo, nel quale i suoni si incrociano in assoluta libertà, quasi sempre con produzioni pensate proprio per gli spazi del festival, e quindi originali. «Con il Locomotive vogliamo che la musica continui a essere un viaggio, non solo artistico ma anche umano e sociale – dichiara Raffaele Casarano -. L’edizione indoor nasce dal desiderio di far vivere il jazz e ogni forma d’arte in tutte le stagioni. L’idea è quella di creare una connessione tra artisti, pubblico, i luoghi della cultura, le scuole e le comunità. Il Salento è la nostra radice e il nostro orizzonte: ogni concerto è un modo per raccontarlo, per condividere la sua energia e la sua capacità di accogliere. È in questo dialogo tra territorio e musica che il Locomotive trova la sua forza».
Il 28 novembre al Teatro Apollo Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello hanno reso omaggio a Pino Daniele con il concerto “Il cielo è pieno di stelle”. I due musicisti hanno ripercorso insieme le diverse traiettorie musicali del grande cantautore napoletano, cercando di restituirne un ritratto inedito e puntando soprattutto sulle interpretazioni originali dei suoi celebri brani con colori nuovi e autentici, facendo risuonare melodie straordinarie con la timbrica e la poesia di due eccezionali protagonisti del jazz contemporaneo.
Il repertorio del concerto ha abbracciato un’ampia rosa di brani, dall’immancabile Napule è (1977) alla trascinante Je so’ pazzo (1979), dalla magia di Quanno chiove (1980) ai più recenti pezzi come Quando (1992), fino a due perle del 1993, Allora sì e Sicily, quest’ultima registrata all’epoca con Chick Corea, autore della musica alla quale Pino Daniele aggiunse il testo.
Con “Il cielo è pieno di stelle”, Bosso e Mazzariello hanno celebrato un genio della musica che ha influenzato intere generazioni di musicisti e che continua a ispirare e rinnovare il panorama musicale anche a distanza di anni. Un incontro imperdibile tra il jazz e la tradizione musicale partenopea, che ha reso omaggio a un artista che ha cambiato il corso della musica italiana.
La fotografa Adriana Tuzzo ha raccontato l’emozionante concerto attraverso i suoi intensi scatti.

















INFO
www.instagram.com/adrianatuzzo_photography
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L’articolo “Il cielo è pieno di stelle” nel racconto fotografico di Adriana Tuzzo proviene da JAZZIT MAGAZINE – BIMESTRALE DI MUSICA JAZZ.

